correspondance d’amour _lei

entrò nella stanza che era ancora giorno. si sedette alla scrivania, prese un foglio, lo lisciò lentamente con la mano, scelse la penna e appoggiando i gomiti sul tavolo osservò attentamente quella carta bianca mentre giocherellava con la penna. poi si mise a scrivere.

ti ho conosciuto per caso e per caso ti ho amato. non so cosa voglia dire esattamente ma so che qualunque cosa sia è ancora qui. il tempo passa sulla mia pelle e sul mio sguardo e lui è sempre qui.

è qui bizzarro e distratto, arriva quando vuole attirato da cose da niente, poche note buttate a caso, una frase malcerta, un rubinetto che gocciola, una pagina aperta sul vuoto. è impertinente perché quando se ne va mi lascia un’insana voglia di te. vorrei raccontarti i miei giorni stupidi e le mie risate, vorrei nascondere le mie insicurezze fra le tue braccia. sarebbe tutto più facile se io fossi una persona facile ma non m’importa. amare costa, dicono. cosa ti posso dare io che non ho nulla? amarmi costa, forse è vero. saresti così incosciente da rischiare tutto?

ti vedo sorridere e vivere i tuoi giorni con la fatica e la destrezza di uno spadaccino. ti immagino sognare e ricacciare in qualche angolo i sogni innominabili, sperando in un domani migliore e più clemente di questo tempo che non ci lascia tregua. vorrei esserti accanto a condividere le fatiche, a gridare contro le ingiustizie e le paure. vorrei trafiggere ogni tua angoscia, e gettarla in mare. la bontà di qualche pescatore ce la riporterebbe sotto forma di perla. e di queste perle mi farei una collana da indossare come amuleto. lascerei che fosse il silenzio a riempire le nostre distanze e a raccontare di noi.

ma tu hai bisogno di tempo, di un tuo tempo che ti indichi la strada. una strada che sia tua. ti sei fermato da me per chiedermi se sapevo la direzione e io ti ho detto di no. ma ti ho dato una mappa, ti ho indicato qualche sentiero buono e ti ho lasciato nelle mani tutto quello che non ho. ti sarò sempre accanto, quando sorriderai e se starai male. ti sarò accanto quando non avrai bisogno di me. e a me forse non tornerai.

io resterò qui ad aspettare il tuo ritorno, per sapere se è andato tutto bene, per rivedere ancora una volta il tuo sguardo. e ti lascerò libero di amare e di scegliere.

appoggiò la penna. si alzò dalla scrivania e andò verso la finestra. già cominciava ad imbrunire. rimase lì per un po’ a guadare fuori i colori cambiare, fissando un punto lontano. qualcosa la distrasse, discostò la testa e tornò a sedere. prese in mano il foglio, lo stracciò e scrisse velocemente.

è stato bello incontrarti e conoscerti. ti auguro ogni bene.

ti abbraccio

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17 pensieri su “correspondance d’amour _lei

  1. no… dico.. bella… senza dubbio … bella. Però sembra una lettera d’addio, una lettera che rimanda ad un dopo, ma l’amore vive nel tempo e il tempo è sempre troppo poco per lasciarlo passare.

  2. Neru, ti scongiuro scrivi qualcos’altro … sto ping pong non mi garba molto … mi sta venendo il diabete! pliiiiiissssssssssss

    … nessuno si offenda …

    … sono l’unica a cui si stanno cariando i denti? 😛

  3. uhuhuhuh AUGURIIIIIIII bè si festeggia?
    sì didg oggi compie gli anni e visto che non è una donna…quanti???

    @didg: ahahah hai ragione, ho appena ordinato una dentiera! ma insomma l’avevo promesso!
    ok allora stasera ti sputtano raccontando la gita di ieri. occhei???? adesso famme lavorà! che tu sei a casa ammalata! ahahahahahah
    bibmba lo sai che te vojo bbene assaie… -si dice e si scirve così?-

  4. ad un uomo piacerebbe molto ricevere una lettera come questa eppoi telefonare e correre ad incontrare chi l’ha scritta e fare in modo che la seconda parte non venga mai pensata.

  5. Non a tutti gli uomini willyco…anzi si, è vero, a tutti gli uomini piacerebbe ricevere una lettera come questa…e probabilmente è vero anche che a molti uomini piacerebbe che la seconda parte non venisse mai pensata, soprattutto a quelli un po’ egoisti, senza cattiveria magari…ma non a tutti gli uomini -e nemmeno a tutte le donne..qui non è questione di femminismo 😉 – piacerebbe telefonare e correre ad incontrare chi la ha scritta..seguire la mappa e qualche sentiero buono…prendere tra le mani tutto quello che si è disposti a dare in quel momento, magari anche perchè si è un po’ folli nel volerlo dare…. Se bastasse questo…

    Mi si è stretto lo stomaco quando ho letto quello che scrivevi:
    “ma così hai scombinato le mie categorie: desiderio-passione-innamoramento. i colpi di teatro iniziali, la fase dell’affascinamento…” e così via… “scombinare le categorie”…sono le parole giuste… 😉
    Grazie a tutti e due!!! 🙂

  6. ora che ci penso forse però il tuo voleva essere un suggerimento..un invito ad osare…a rischiare…e allora su questo sono pienamente d’accordo…se qualcuno sente di voler scrivere una lettera come questa deve farlo…per forza, anche se poi dopo non arriva nessuno a correrti incontro….però almeno sarai tu ad essere corsa incontro a qualcuno!!!

  7. @ didg: non lo farò, lo sai. il personale è sacro. ogni persona è sacra per me e qualcuna più di altri per motivi che trascendono l’evidenza e si attanagliano al cuore. e questo l’ho scritto così ti ho smaronato ancora di più tiè! 😉

    @willyco: non lo so, però ti ringrazio.

    @betta: grazie a te! no non voleva essere un suggerimento. voleva dire il modo che hanno molte donne di amare ma poi sì, è diventato suggerimento che non riguarda tanto il rischiare quanto quello di essere capaci di lasciar andare. le donne sono porto, sono attesa -quando amano davvero- ma vogliono quella persona amata, la desiderano accanto, la desiderano per sé. e invece credo che un uomo non vada desiderato per sé. credo che un uomo debba essere sostenuto solo così ti potrà sostenere. e credo anche che agli uomini vada pretesa la libertà, nostra e loro altrimenti è rifugio, possesso, opportunità, paura e tante altre cose ma non amore amato, amore appassionato, amore. un uomo va amato, desiderato e allontanato. deve tornare con le sue gambe o noi non avremo più le nostre. questo è quello che credo adesso.

  8. nell’amore degli adulti il rischio di perdere l’altro fa parte sostanziale dell’amore, lo verifica. In questo rischio c’è il lasciarsi andare, fidandosi, l’osare magari con paura, ma osare. Tra possesso e appartenenza c’è un limite sottile, ma in fondo la libertà e il porla in mani amorose non è amore amato?

  9. @ willy: il rischio di perdere l’altro è sempre presente, solo da giovani è più tragico perché più inatteso. bisogna sermpre osare. chi diceca che vola solo chi osa farlo?

    @fuliggi: hai assolutamente ragione. me ne scrivi una tu? di quelle belle tutte sorrisi culi e tette? dai dai 😉

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