questioni politiche_1

Immanuel Kant scrisse nella sua Critica della ragion pura che il peggior pregiudizio è non avere pregiudizi. Lo ricorda Todorov nel suo saggio sull’illuminismo. Sembra un paradosso ma coglie invece un aspetto importante della realtà perché il pre-giudizio è un’ipotesi di lavoro che serve ad orientare la ricerca di una soluzione. Chi non ha un’ipotesi di lavoro procede alla cieca, agisce e decide sulla base dell’emotività propria e di quella della folla. Dei sondaggi. Delle reazioni degli alleati e degli avversari.

Il modernizzatore-tradizionalista-controriformista non ha alcun pre-giudizio. La sua bussola sono i sondaggi e il favore della folla. La folla è la somma degli individui, non è un popolo. La folla è cera molle nelle mani di chi sappia manipolarla. Si tratta di un’arte, non di una scienza e in quell’arte il Nostro -il signor b. ndb (nota del blogger)- è maestro. Perciò è il massimo fautore d’una società “liquida”, dove i nuclei associativi, i contropoteri, la pluralità organizzata siano ridotti al minimo.

l’ha scritto oggi, anzi ieri, eugenio scalfari in un articolo su la repubblica intitolato quanto durerà il regno di berlusconi. se siete curiosi andate qui. l’ho trovato interessante.

mi domando però perché leggo da più parti un persistente interesse all’illuminismo e alle sue teorie, perché ultimamente citiamo voltaire e il suo candide. ci sentiamo dentro a un oscurantismo medievale e ne vogliamo uscire? che si voglia preparare il terreno per nuove e proficue rivoluzioni? un nuovo capitalismo è necessario?

mi sono accorta che meno di un anno fa benedetto XVI nella seconda enciclica andava dicendo che illuminismo e marxismo sono “speranze terrene fallite”. che coincidenza.

e ho pensato che in italia le città illuministe furono milano e napoli, per dire.

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2 pensieri su “questioni politiche_1

  1. l’aggrapparsi all’illuminismo è una via ovvia per sfuggire al periodo buio che stiamo affrontando. appellarsi ad un nuovo capitalismo è come cercare un nuovo tiranno dopo una dittatura. L’oscurantismo non è una catastrofe naturale è la risposta del sistema produttivo alla crisi. Guerra, crisi energetica e finanziaria sono l’apice di un finto sviluppo da cui si può uscire solo cambiando totalmente il sistema di riferimento.

    Con benedetto ci parlerò quando inizierà a vestirsi seriamente 🙂

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