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liberatemi dalle p

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

ovvero infamia a pin password e puk

due giorni fa ho avuto il tracollo. devo essermi rotta le scatole di ricordare tanti numeri e tante lettere messe a caso.

e dire che mi sento fortunata: un solo cellulare, un bancomat, una carta di credito, un pc al lavoro e uno a casa. in tutto tre pin e due password. ma poi devo aggiungere la password per il blog, quella come utente anobii e lastfm, quella per gmail e quella per facebook.

a quante sono arrivata? e non sono finite.

poi c’è il numero di cellulare, uno solo che però ho cambiato nel tempo.

le prime avvisaglie si sono fatte sentire qualche anno fa. ero ad amalfi, in barca. allora ancora credevo fosse necessario rispondere agli squilli. risposi e finita la conversazione, misi il cellulare in grembo. una gestazione quella della gestione del telefono. rimasi lì a guardare quel marchingegno malefico che scivolava, scivolava. sul lato della barca c’era un buco e il cellulare si diresse proprio lì. mi ricordo che dissi oh cade, oh cade, oh è caduto. il resto della vicenda poi è storia e prese per il fondoschiena. persi tutti i contatti. non ho mai più voluto ricordare il mio numero di cellulare.

e l’altro giorno mi sono dimenticata pure il pin del bancomat. ho detto semplicemente oh non me lo ricordo più. qualcuno mi ha chiesto ma non lo tieni da qualche parte? io ho risposto che non mi è mai servito. non mi servirà. oggi ho recuperato il bancomat. al da farsi sulla memoria ci penserò. mi sono spaventata. ho pensato alle lavatrici che si programmano, agli allarmi nelle case, sei in australia e ti programmi il forno per trovare la torta calda quando torni. ho avuto paura di un mondo invaso da codici e combinazioni infinite di numeri. password, pin e pu(c)k per me restano ancora dei folletti nei boschi.

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17 commenti

  1. ARKIKA ha detto:

    tra poco invecchi cara, è questo l’unico semplice e più materiale dei motivi ahah

    allora quando si festeggia al chiringhito di Luise?

  2. Bucky ha detto:

    per questo devi fare come me
    ho tre password per tutto. uso sempre le stesse 3.

  3. neru ha detto:

    @arki: lo so cara invecchio e non c’è speranza! guai a chi spiffera la mia età! eheheh! 😉
    già miei cari tenetevi liberi per venerdì anche se non ho organizzato nulla…mica posso sempre essere brillante come qualche anno fa! se sapessi come fare quel cavolo di ciringuito virtuale lo farei subitissimo!

    @bucky: ho un difetto: mi annoio a usare sempre la stessa password e soprattutto non sempre mi si consente di farlo!

  4. Bucky ha detto:

    allora probabilmente vaneggio… mi ricordavo avessi detto da qualche parte qualcosa sulle biciclette e le città piene di pericoli e forse piovre giganti.

  5. neru ha detto:

    no no non vaneggi ma non devo più fare quella strada e poi allora superai la paura e “andassi” lostesso! 😉

  6. willyco ha detto:

    quando non ci si ricorda più la password e non ce ne frega niente o è halzeimer oppure finalmente liberi

  7. neru ha detto:

    😉

    p.s. adesso ci siamo…

  8. NightNurse ha detto:

    liberi tutti..

  9. didg ha detto:

    nooooo, ti prego, non fare discorsi da nonna, non è ancora ora!

    accogliamo il progresso a braccia aperte! …come i bambini!
    sin che si tratta di ricordare qualcosa, non è mica sconvolgente, no? 🙂

    purtroppo sono già in tanti, TROPPI, a remare contro alle novità. soprattutto in ITALIA!!!!

    cosa dirai quando non dovrai più ricordare alcun codice perché ci saranno ovunque lettori di impronte digitali, retine, voce, ecc.? 😛

  10. neru ha detto:

    @night: sìsì!

    @didg:mio faro nella notte, tu hai ragione dal punto di vista razionale e logico come del resto tu sei, solo apparentemente, per quanto riguarda la realtà a te esterna -è un complimento, eh!-.
    anzi adesso che ci penso siamo complementari: io logica e razionale dentro me, abbraccio con simpatia il caos che vedo nel mondo senza volerlo ricondurre a uno schema mentre per me tu sei un essere irrazionale che ordina la realtà esterna!
    …per questo ho bisogno di te ma cherie!

    qunado ci saranno quelle cose avenieristiche io sarò contenta e preocupata ecco cos’è! …per questo non amo chi l’ha visto -e lo dico ajules questo! 😉 –

  11. willyco ha detto:

    ci sono cose mie inaccessibili, perdute dietro una password che non ricordo. Eppure mi pareva così semplice, mi spiace solo che ciò c’era mio non sia di nessuno, che neppure possa buttarlo. E invece uno gnomo da qualche parte attende che nessuno più pretenda per dire:ora è mio. Non mi è simpatico nè lo gnomo nè l’uso che ne farà.

  12. neru ha detto:

    oggi mi pari un po’ criptico e credo di non aver colto il senso. mi domando cosa voglia dire che ciò che non è tuo o ciò a cui non puoi accedere non possa essere di qualcuno. ciò che è tuo resta tuo anche se non vi puoi accedere, anche se vorresti buttarlo, sei tu, no? conosci puck? ti sta sul culo puck? 😀

    gli altri prenderanno da te quello che vorranno, che potranno, che donerai. credo. 😉

  13. willyco ha detto:

    eh si, proprio criptico. Mi fido troppo della pazienza di chi mi ascolta. Ciò che dono deve essere evidente, ciò che prendono e non sò non mi importa. Notte bella per Te Neru, domani vado in moldavia

  14. Elis ha detto:

    Metodo elis: metti la password più ridicola che ti viene in mente, ricordati il perchè l’hai scelta e legala a cosa è riferita.

    Ad esempio, per una password della mail, scegli qualcosa tipo cocoritasvampita e pensa al gufo deficiente di Ron in Harry Potter, pensa che è svampito, e pensa a quanto è ridicola la parola cocorita. mi fa troppo ridere, cocorita. anzi sarebbe più bello cocorita rincretinita, fa più rima 😉

  15. neru ha detto:

    @willy: evidente a te o all’altro? perché se deve essere evidente all’altro ho i miei dubbi sulla definizione di dono. moltavia! wow, dimmi com’è quando torni

    @elis: portento. hai ragionissima. io ho nerbustrella da un cartone di bruno bozzetto, non è meraviglioso? parlerò di quel cartone, oh se ne parlerò! 😀

  16. Elis ha detto:

    oh si che sono curiosa
    parlane!!!

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