movimenti

c’è del movimento qui intorno. c’è vento. le palle girano vorticosamente a 360 gradi.

l’aveva detto rob venerdì scorso. mai aspirare la cenere con un aspirapolvere, si rischia l’incendio.

scriveva: bilancia. è arrivato il momento di ripulire la tua vita e di buttar via tutto quello che per te è morto. assicurati, però, che tra i rifiuti non ci sia niente che possa ancora scoppiarti in faccia.

e vedo luce, cazzo. e tira aria.

è che mi sono rotta di dire come stanno le cose, perché io non so come stanno le cose. e poi a chi è mai fregato sinceramente di sapere come stanno le cose? ma chi? a nessuno. garantito.

willy dice che gli uomini vogliono sapere la verità. ma quando mai? penso che bisognerebbe avere il desiderio si sapere. e mi parrebbe già un passo avanti per l’umanità.

dunque focolai di bombardamenti qua e là. e quello che svolazza è soltanto un rimasuglio di carta. frega qualcosa se c’era scritta sopra una poesia?

oh la dico tutta. a me l’eleganza del riccio fa cagare. concettualmente dico che praticamente non l’ho letto ma adesso non c’entra. un inizio di niente e una fine di merda. 100 pagine di parole dove non succede niente. e qui, around me, annuso 100 pagine di sta eleganza di niente. e io per me volevo ritmo e grazia. grazie al cazzo, mi dico.

fortuna che oggi è giovedì. spero nell’oroscopo di domani.

e fortuna che oggi io e le tre topastre -arkika, inaona e mitile- ci siamo ritrovate. e a me girano le palle anche perché non lavoriamo più insieme.

ché tutto finisce. oggi una signora anziana mi ha detto niente è per sempre, soprattutto l’amore signorina. se la goda e basta, per un po’. si trovi una compagnia  se vuole ed è meglio che sia per poco. e io a questa signora sinceramente ci volevo dire ma vaffanculo, vah.

ché poi le mie amiche oggi a pranzo hanno profuso perle di saggezza. mi hanno messo di fronte alla differenza che c’è fra l’essere un bravo ragazzo e un ragazzo di valore. hanno messo un po’ di paletti fra concetti e realtà. in mezzo a qualche gamberetto, pezzi di pollo -che era gatto sicuro- e zucchine su pizza hanno distinto fra opportunità e occasioni.

mi sa che il movimento delle donne è tornato. o è un lento movimento de panza?

12 pensieri su “movimenti

  1. mi sa che questo club delle prime donne pondera un po’ troppo! Ditemi un po’ che serve nella vita differenziare tra gente di valore e gente brava. Che poi non le si incontra mai nè l’una nè l’altra, e anche se le si incontra non si sa distinguerle. E se le si distingue se ne sono già andate. Nella realtà mi sa che ha ragione la vecchietta. Meno seghe per tutti! (E con questa nota volgare vado a commentare altro post)

  2. la verità è proprio questo Neru, questo star di merda e dirlo, naturalmente, non è solo questo, se ci si accontenta, se tutto è merda come facciamo a distinguere ciò che è commestibile. Non sono d’accordo con l’eliminazione delle seghe, di persone concrete che mi dicono che il mondo è una sveglia rotta ne trovo quante voglio. Non mi interessano, non sono vere , nè me la racconatno davvero tutta, non mi dicono quando stanno male davvero, si illudono che incartando la carne con i fogli di poesia si sia risolto il problema. Non mi piacciono gli oh di meraviglia delle mostre, nè il vivere a comando. Non mi piace e se lo faccio dico la mia rabbia e verità. Che durerà un attimo, il tempo di un discorso, d’inverno magari è meglio perchè i vetri si appannano di parole. Ma è così che guardo e scolto, se non mi viene detto nulla non mi interessa, se mi raccontano storie per farmi piacere non mi interessa. Di merda e sangue è fatto il mondo in cui devo e anche lì dentro porto la mia vita, così come la vedo. Ecco di cosa parlo e molto d’altro quando dico che serve verità, anche per scopare serve verità, sennò alla fine è noia, solo noia senza fine.

  3. innanzitutto vi rispondo ben stasera che qui c’è troppo materiale…
    cmq, fuliggi hai ragione le donne ponderano troppo perché troppo spesso sono costrette a fare i conti con la cruda realtà. è un fatto. in ogni caso oggi dì ci si fa troppe seghe mentali. anche questo è un fatto dovuto all’aumento di cultura. più leggi più pensi. allora sarebbe bello arrivare alla semplificazione matematica del pensiero.
    umhhh, direi che sono ancora lontana da questo obiettivo! 😀

  4. forse perchè sono stanca…o forse perchè qui si parla di lenti movimenti de panza..e di danze che si ballano nella latitanza…o forse perchè una sera in macchina proprio sulle prime 6 parole di quella canzone una mia vecchia – non proprio vecchia – conoscenza mi disse “guarda questa è per te…” (ma vaff….. vaiiiiiiiiii…ascoltatela fino in fondo e vediamo un po’ per chi è…brutta testaccia!!!)…insomma…io con quella signora anziana…te lo dico…sono proprio d’accordo!!!! Ovvia!!! E beato chi ci riesce!!!!!!

  5. allora tutti d’accordo con la saggezza eppure tutti a sperare che non sia così. non bisognerebbe smettere di credere alla speranza. e poi se ci si crede che qualcosa è per sempre, qualcosa si vive e io direi che ci si apre alla meraviglia. io ci credo.
    betta non mollare…non lo farebbe nemmeno daniele. 😉

    ah, per dire, prima che tu parlassi del flamenco della doccia, io avevo salvato quella canzone nel mio fm…quando si dice essere sturd… 😀

  6. mi stavo dimenticando…

    @fuliggi: sei sicuro del meno seghe per tutti? sì eh? 😉

    @willy: mi ricordo che dicevamo che anche di cazzate è fatto il mondo. donc la verità è vita? ma se nemmeno i fatti dicono la verità? lo dice paul auster eh! la verità è che…

  7. cazzate e verità convivono, dei fatti mi interessa poco assai, chè i fatti sono conseguenza non il fine, ma tu Neru, quando ti mostri sei vera oppure fai finta. La risposta giusta è un pò un pò, però se non mi freghi, allora sei la verità che mi serve. Comunque sono incazzato con tutto questo relativismo che fa accontentare senza reagire.

  8. willy, alla fine sono i fatti che contano invece. e questo gli uomini non paiono capirlo di solito.
    la risposta giusta è nessuna delle due. non sono vera né finta soprattutto qui. non tutto è vero non tutto è finto, soprattutto tutto è rielaborato attraverso la scrittura come avviene in tutti i processi di scrittura e questa è una cosa che la gente dovrebbe mettersi in zucca. forse mi vuoi chiedere se sono sincera. sì qui sono sempre sincera.
    qui è una parte di me e anche chi mi conosce vede una parte di me. in ogni caso se parli di me, in genere sono abbastanza certa che per gli altri sono quello che gli altri vogliono vedere di me. ed è una cosa che credo valga per tutti. gli altri da noi vedono quello che vogliono vedere in genere. e non starò qui a spiegare il perché.
    il relativismo non fa accontentare.

  9. uso male i tempi dei verbi Neru, personalizzo apparentemente, dovrei essere impersonale. Non era una domanda a Te come sei, sarebbe indelicato chiederlo e saperlo, ma una considerazione sull’essere in generale. E’ vero, qui siamo quello che scriviamo, credo che la differenza sia tra quelli che dicono di essere e quelli che sono, da quanto capisco tu appartieni alla seconda specie.Torno sui fatti e sul relativismo. I fatti hanno un retroterra, sono una conseguenza, mi interessa capire ciò che li motiva, è importante per me. E non perchè sia un comportamentista, ma perchè nelle motivazioni per me sta l’uomo. In questo vedo la verità: cosa voglio, come lo perseguo, dove coscientemente vado. Il resto è conseguenza che comprende la contraddizione. Sul relativismo ho l’impressione che questo tenda a sconfinare nel cinismo, siccome il cinismo non mi piace per estensione cerco di non relativizzare: non è tutto eguale, ci sono i valori, le persone sono diverse, c’è differenza tra buono e bravo ecc. Diversa è la considerazione sul perdonarsi, accettare sè stessi, anche nei fallimenti -e di questo ho storia notevole- lo considero un esercizio di verità: capire come si è, non raccontarsi balle e poi provare nuovamente. Questo il pensiero poco sistematico, la sollecitazione mi piaceva, ma non era personalizzata, quindi se ho fatto malanni chiedo perdono.

  10. non c’è da chiedere perdono willy perché ho capito.
    solamente vorrei dirti che quando si parla in prima persona il discorso appare più chiaro e più emozionale. non parlo solo per me. ho scritto quel commento in prima persona ma potrei generalizzarlo e parlare per molte donne, credo. io non non volevo essere tanto neru quanto donna. vorrei che si capisse la prospettiva delle donne. questo è.
    viviamo in un mondo maschile, fatto di parole maschili e di concetti maschili, l’ha detto in modo chiaro virginia woolf.
    non mi interessa avere ragione in generale o sapere dove sta la verità. quello che mi interessa è l’essere umano.

    e il fatto è che per le donne i fatti sono importanti, più importanti di quanto possano esserlo per un uomo. i motivi o le scuse che stanno alla base dei fatti arrivano dopo e servono per proiettarmi nel futuro.

    tu cerchi la verità e leghi la verità all’essere, al conoscersi. ma ci si conosce in senso relativo. oggi non siamo chi eravamo o chi saremo. ma cercare di sapere chi siamo noi oggi, ci permette di seguire una strada che sia la nostra e di dirigerci verso quello che saremo e che vogliamo essere. senza scuse o motivazioni. semplicemente quello che siamo. che andiamo bene così. anche raccontarsi le balle va bene, ché tanto la vita ti sputtana. il fatto è che dobbiamo sempre fare i conti…meglio imparare subito la matematica…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...