il riverbero

ci sono due specie due specie di persone.

ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.

e ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.

ci sono gli attori.

e ci sono i funamboli.

sono parole di maxence fermine che mi ha regalato lali -mi ha detto leggilo leggilo-, e io penso che non sai veramente se sei attore o funambolo sino alla fine. non sai veramente chi sei fino al sipario. nemmeno se ti fermi sulla riva di un fiume a guardare l’acqua che scorre e poi alzi lo sguardo ad osservare il volo di un’aquila. nemmeno se stai in città e girandoti a trecentosessanta gradi segui il movimento dei palazzi e ti lasci stordire dal rumore dell’affaccendarsi unito al dondolio petulante di chi ciondola in giro.

il protagonista è yuko, il libro s’intitola neve e ha lo stesso incedere di quei puntini bianchi quando cadono una domenica mattina di dicembre. ambientato in giappone ha poco della scrittura giapponese come forse si vorrebbe far credere ma ne cattura l’eleganza e la purezza.

dicevano che yuko avesse un destino da monaco o samurai. lui volle fare il poeta e fu così che partì per il suo viaggio.

ma ciò che doveva succedere successe, volendo troppo amare la neve yuko dimenticò di temerla. e poco mancò che essa lo divorasse col proprio amore. […] sopravvisse perché ciò che vide quella notte, quella cosa, quella straordinaria cosa venuta anch’essa dall’altra sponda del reale, quella cosa sublime e bella era la più bella e sublime immagine che mai gli fosse stato concesso di vedere in tutta la sua vita. e quell’immagine non poté mai più dimenticarla.

ed è così che mentre decidiamo per una via che sentiamo nostra a un certo punto bisogna fare i conti con l’amore e un’immagine.

lali aveva ragione a voler farmelo leggere. non è bellissimo ma vale una lettura e non è male se non si pensa come sammy che la neve sia forfora del cielo. per lui dio avrebbe uno strano senso dell’umorismo se esistesse.

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10 pensieri su “il riverbero

  1. no, l’anca.
    sammy per questo sei relegato in un angolo bianco…prima devi passare dall’anca…
    anca mo’? ti dirai…
    😀

    p.s. forse il tuo destino è una russa…ciolanca sbilenca…

  2. quando penso all’umanità che mi sta attorno divido sempre in due parti: chi vive a sbafo, chi fa vivere, chi sogna, chi è spento, chi sceglie, chi si lascia scegliere, ma è soprattutto la prima categoria che mi convince. I poeti danno molto, a volte tutto, non vivono a sbafo. Sono talmente aperti da essere una stanza in cui passano persone e stagioni, così chiusi da non avere altri pensieri che per i propri pensieri. Credo di conoscere la fatica del funambolo restando nella tua ripartizione, e anche la transitorietà delle sue gloriose soddisfazioni.

  3. willy a volte chi vive a sbafo fa pure vivere e chi sogna a volte si è spento alla vita pragmatica e reale.
    il funambolo non ha transitorie e gloriose soddisfazioni perché non ne ha, non gli interessano. credo sia concentrato su altro.

  4. chi vive a sbafo e mi fa vivere è il mio zaino quando giro per il mondo e i funamboli sono persone che vivono di soddisfazioni, prova a camminare su un filo, tenere 10 piatti rotanti in equilibrio, far innamorare le persone e non farti fracassare la vita. Prova e dimmi Neru

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