l’attimo seguente del rispetto

ovvero vivi la passione fino in fondo

qualche tempo fa, verso metà agosto per la precisione, chiacchieravo con elis del più e del meno. poi l’argomento cadde sull’amore, sul rispetto e sulle opportunità. lei mi scrisse questo.

una mia amica ripete sempre questa frase:

più qualcuno ti ama e meno ti rispetta, il rispetto è una cosa seria e nell’amore c’è poco di serio.

sai sono passioni, sono emozioni che sono diverse per ognuno. quindi il rispetto, che è una cosa assoluta, è difficile trovarlo. a volte bisognerebbe riuscire a frenare la mente e capire fino a che punto è conciliabile la persona che uno ama con quella che davvero esiste, con quella che è.

idealizziamo troppo spesso chi amiamo e inevitabilmente alla fine ci sono cose che non ci aspetteremmo mai da colei o colui che abbiamo idealizzato.

rimasi di stucco sul fatto che nell’amore ci fosse poco di serio. e a essere sincera mi scoccia pensare che chi mi ama mi possa portare meno rispetto degli altri. in effetti pretendo sempre rispetto. ma è anche vero che per quanto mi riguarda metto in campo il rispetto solo “dopo”, quando il pensiero razionale è all’erta.

comunque continuammo la nostra conversazione e finì che le parlai di un ragazzo che considero un buon amico.

mi piacerebbe che lo conoscessi, le dissi, è tremendamente contraddittorio, ha una bontà incredibile e un senso del “rispetto” molto alto.

elis mi disse per forza ha rispetto, è distaccato. ci pensai su. non mi sembrava uno “distaccato”. in generale e da me. pensai al suo modo di mostrarsi. convenni che difficilmente si lasciava andare al flusso delle passioni preferendo cullarsi in quello del pensiero. e capii che per quanto lo ritenessi un soggetto attivo, in gamba, in fondo era uno che viaggiava col freno a mano tirato.

amare è un gran casino e se ne esce sempre sconfitti e forse l’amore è la cosa che ci avvicina di più alla morte. questo me l’ha detto un libro bellissimo.

sono ancora un’accanita sostenitrice del rispetto ma forse se mettiamo in campo l’amore sarà necessario, per portare rispetto, cogliere l’attimo seguente, come abbiamo convenuto con willy.

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17 pensieri su “l’attimo seguente del rispetto

  1. l’amore è una faccenda in cui si ride molto, ma è terribilmente seria. Sul rispetto la cosa è complicata: se c’è possesso, ed è quasi inevitabile, il rispetto viene condizionato. Se la cosa è molto libera, chissà se c’è amore, ma resta il tema del rispetto di sè. E questo vale sempre: se ho rispetto di me, quando mi si manca di rispetto reagisco e accetto il dolore della perdita dell’altro. La passione è altra cosa, come pure il desiderio, ma questo lo riserviamo a questo post seguente.
    Cari Campari a parlar d’amori tutti son professori, ma quando si tratta di fari pochi san che pisci pigliari.

  2. sei saggio willy!
    quello che volevo dire è che a volte mettiamo davanti tante cose giustissime che però dovrebbero essere collocate giustamente. mi spiego?

    insomma ognuno faccia un po’ quello che vuole ma viva innanzitutto.

    dicevo che si perde perché non si vince mai. e tanto vale pensare di perdere ché se vuoi vincere l’amore è già finito…

    poi sì le parole, sono alate ma noi siam terreni caro mio.

  3. non lo so bucky. forse. mica ho la verità. e i commenti mi piacciono perché mi offrono altri spunti, nuovi, pensati non pensati.

    però mi dirai, il giorno in cui la persona che ami davvero ti mancherà assolutamente di rispetto e tu ci penserai e ti domanderai se c’è da prendere una decisione o far passare qualcos’altro o pensarci su o andare avanti. mi dirai. e io voglio sapere cosa si sceglie e cosa non si sceglie.

  4. Che strano fa, leggersi così…
    Comunque ecco, il discorso si riferiva ad un contesto specifico, e non si trattava di libertà, ma di rispetto vero e proprio.
    Quando una persona, per quanta confidenza possa avere, si spinge aldilà di quel limite invalicabile, si parla di rispetto. Non c’è da fare.
    E no, in amore -per quel poco che ne so io almeno- di serio non c’è molto. Sarà che per me serio implica un distaccamento dalla situazione -se possibile una obiettività-, sarà che nella mia poca esperienza non sono mai stata distaccata da un amore, ma per me c’è poco di serio. Ecco, non c’è niente di serio non vuol dire che non c’è niente d’importante. Anzi, c’è talmente troppa importanza che il patetico e ogni tanto anche il ridicolo regnano sovrani..

  5. ecco. brava.

    lo so che fa strano. e in vertià ho cmbiato qualcosetta. ma nulla è cambiato della sostanza. e ancora lo so che si riferiva a qualcosa di specifico. ma quello che mi importa qui è lanciare dei semi al tramonto. sparpagliare parole e capire come innaffiarle. il mio terreno è strano.

    cmq, anche la tua conclusione fa parte di quello che volevo dire cara. l’eterna lotta fra istinto e ragione. e dove collocarli.

  6. in amore follia e ragione si scontrano, se si cede al razionale resta una crisalide vuota, se si scivola nella follia, in mondo si rivolta contro e solo in un amore simmetrico una pressione così grande potrà essere contenuta. Mi sembrate disilluse e un poco ciniche, Ragazze, il primo amore non è il migliore (un post se vuoi Neru anche a tre mani), quello nuovo non avrà confronti. Purchè… ecco in questo sta la filosofia del gatto Fritz che non bada ai cerotti e segue estro e possibilità.

  7. nelle situazioni amorose il rispetto in senso assoluto diventa soggettivo, proprio ieri ne parlavo e ciò che per qualcuno è rispetto per un altro non lo è.

  8. non credo willy che si scontrino. puoi fare a meno dell’uno o dell’altro? non credo. se ami come sei, ami anche in quei modi là -istinto, follia, ragione-, allora tanto vale dare loro la giusta collocazione.

    mi piace quella cosa dell’amore simmetrico. ma cosa intendi esattamente?

    willy il primo amore resta nel cuore e talvolta nella pelle -non dirmi che si può dimenticare quel modo particolarissimo di conoscere qualcosa si stravolgente-, l’ultimo è il migliore se lasci nella risacca quelli prima. e seguire estro e possibilità è fondamentale!
    no, non sono cinica, spaventata forse, osservo. ho le vibrisse attive e sto sul tetto a guardare. scenderò sui balconi e in mezzo alla spazzatura, forse andrò a vivere nel colosseo dove si respira aria di morte e di eternità. oppure me ne starò comoda in un divano a farmi accarezzare, chissà.

    @sammy: cosa intendi? in che senso?

    @arki: credo che tu abbia ragione da un punto di vista soggettivo, ma bisogna ricordare che si è in due. che mi serve comunicare se l’altro non capisce? siamo esseri sociali in fondo e forse servirebbe un po’ di quell’empatia di cui parla sammy.
    baci mia cara. poi voglio sapere con chi e che cosa! 😉

  9. Logica e ragione non hanno mai avuto grande effetto sulla passione. L’amore è quanto c’è di più prossimo alla psicosi.

    Disse Freud.

    Willy, ciniche? nooo ma dai. Siamo osservatrici, che neru? Due gatte che guardano la luna sul tetto. Io sono quella gatta che aveva una macchia nera sul muso e una vecchia soffitta vicino al mare con una stellina ad un passo dal cielo blu. 😉
    Che poi, la cosa bella è la simmetria, hai ragione, infatti il discorso continua proprio su questo piano: ci vuole equilibrio tra idealizzazione e realtà. Allora sì c’è il rispetto.

    Il primo amore.. oddio. Io ho un problema col mio primo amore: dal troppo dolore l’ho cancellato. Non riesco a ricordare niente di piacevole, o meglio, ricordo cose carine, ma non ho il piacere di ricordarle, a pensarci ora non mi danno emozioni di alcun tipo. Distaccamento, ecco.
    Solo dopo averlo lasciato andare l’ho rispettato.
    Tutto torna?

  10. elis tutto torna.
    senonché, del primo amore prima o poi te ne ricorderai, le asimmetrie le apprezzerai di più proprio perché alla passione dai spazio.
    e infine dico solo: viva lagattamarcella. quanto da imparare. soprattutto a bere dal bidet! 😉

  11. il primo amore merita almeno un sorriso, se non è stato così deve essere stato tanto stronzo da far fare un corso accelerato di educazione sentimentale. Sull’amore asimmetrico, non ho opinioni positive, fa solo male e più ci si incaponisce per delirio di onnipotenza, della serie “mi amerà”, più fa male. Qui un pò di raziocinio non farebbe male. Diversa la passione che vive anche senza amore, ma il contrario non è vero. Sul desiderio, come pulsione ponte, c’è molto da dire, soprattutto in termini di rispetto, ma che si fa continuiamo con commenti chilometrici?

  12. Allora dico solo che sto pensando ad una poesia.
    Il titolo è Ode A LaGattaMarcella. 😉

    E poi… ormai quello non è più un bidet, ma una fontanella da cui bere. E lei cammina piano verso la sua fontanella. E’ la mia gatta no? 🙂

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