risacca

vi chiederete perché dunque mi lagni adesso dinnanzi a una nuova possibilità di camuffarmi, all’occasione d’oro, che mi si offre di rannicchiarmi inosservato dietro le impenetrabili sembianze di un animaletto che ispira tenerezza?

bè, ecco il perché: la differenza tra assumere una maschera, che è sempre un’occasione di libertà, e averla imposta è la stessa che intercorre tra un rifugio e una prigione. sarei stato ben felice di attraversare l’intera esistenza a passi decisi, magari un po’ goffi, ricoperto dalla corazza di pelliccia del mio travestimento da animaletto domestico, se fossi stato persuaso che avrei potuto sbarazzarmene in qualsiasi momento lo desiderassi, strappare via quella adorabile faccia tenera e far balzare fuori la creatura che sapevo essere. salve, jerry! sono io. non l’avrei mai fatto, certo, ma mi piaceva la sola idea di poterlo fare. anche se indossavo il travestimento con coraggio, poiché mi provocava sempre delle irritazioni, talvolta non riuscivo a smettere di rosicchiarne gli orli.

[…]

penso sempre che ogni cosa durerà in eterno, ma non è mai così. in realtà niente esiste per più di un istante, tranne ciò che custodiamo nella memoria. cerco sempre di conservare dentro di me ogni momento – preferirei morire piuttosto che dimenticare. eppure, allo stesso tempo, non vedevo l’ora di andare a san francisco, di lasciarmi tutto alle spalle. così è la vita – non c’è modo di capirne il senso.

brani tratti da sam savage, firmino, ed. einaudi

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