lo sciabordio delle onde

siamo onde. siamo il loro rumore e il loro incedere. ci avviciniamo poi ci allontaniamo per poi tornare, arriviamo lente o delicate o col mare in tempesta. ma sempre questo moto ondoso nel nostro mostrarci a noi stessi e al mondo.

trasferiamo energia da un punto all’altro, ci agitiamo nel tempo e nello spazio da cui dipende la nostra funzione.

chissà qual è la nostra ampiezza? se penso alle onde penso prima a quelle del mare.

così sono partita la scorsa notte. ho raggiunto la spiaggia cercando di trovare tutto quello che avevo perso in mille onde, milioni di onde. ancora, da qualche parte sono sicura che posso scorgere orizzonti o ridere quando schiumo sulla riva perché diminuisce la profondità. e quando c’è vento incalzare la schiena dei bagnanti che si divertono a lasciarsi andare.

poi però sono fuori di me e le osservo. cerco di aggirarle, di studiarle. in fondo, cercavo di nascondere i miei limiti stando in equilibrio. provavo la sensazione di volare come sulle onde sapendo che mi avrebbe travolto prima di finire in milioni di gocce.

ma non siamo gocce di pioggia, subito asciugate dal vento. è questo che ha detto virginia woolf. e lei sa cosa vuol dire essere ritmo e armonia, conosce quell’incedere.

così lancio la mente nell’aria col gesto largo del contadino che sventaglia i semi e quelli volano nel tramonto violetto e cadono sulla terra arata, compatta e luccicante – nuda.

io avverto, io percepisco. sotto i miei occhi si apre – un libro. io vedo nel fondo, nel cuore – vedo l’abisso.

è questo che pensavo e penso di me. ma talvolta dimentico. dimentico l’effetto doppler. come quando senti il suono della sirena di un’auto-ambulanza che viene e va. dimentico che se parliamo al plurale parliamo anche d’interferenza. che poi ci sono le sovrapposizioni costruttive e quelle distruttive, come quando telefoniamo in una radio e lo speaker ci dice di abbassare il volume della nostra radio. mi dimentico le mille e una legge che governa l’universo.

e allora mi chiedo, su quale lunghezza d’onda sei?

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9 pensieri su “lo sciabordio delle onde

  1. se penso alle onde mi viene in mente questa:
    “A me ricordi il mare…per il tuo ondeggiare
    tra il gesto di chi afferra
    e quello di chi si trattiene”…non so se sia una cosa proprio positiva…:-)

  2. e tu mi hai fatto ricordare “il bacio” di klimt -quel suo aggrapparsi e respingerlo mentre la bacia-
    in effetti forse non è una cosa proprio proprio positiva ma è bene ricordarselo -grande daniele!- 😉

  3. vorrei dirti che sono onda e che la lunghezza non conta e che a volte lo sono davvero mentre porto energia. Nei nostri momenti migliori siamo onda e il quadro davanti ci riflette e ci parla e così il libro, il tramonto e gli occhi di chi guardiamo abbassando la voce.

  4. io non credo che siamo onde solo nei nostri momenti migliori, lo siamo anche in quelli peggiori. soprattutto nei confronti di noi stessi. andare e venire, lasciarsi e tornare, ritirarsi e avanzare. e non è l’eleganza di una gara di fioretto, è un fluttuare determinato dall’energia. credo.

    ohibò, fiiscono amori? strano! in questa stagione di solito nascono. probabilmente la pianta butta nuovi germogli. probabilmente sentiamo troppo lo scorrere del tempo e perdiamo la memoria.
    solo vorrei dire che il futuro senza passato è più corto.

    io in questa estate resto a guardare stupita e in ascolto. forse solo uno tzunami potrebbe prendermi di soprassalto e farmi fluttuare.

  5. Pensa che l’onda non esisterebbe senza il vento e senza il mare. Ma senza l’onda, il cielo e il mare non potrebbero scambiarsi.
    Sarà banale ma mi hai fatto venire in mente “le onde” di Ludovico Einaudi.

  6. Fischia il vento, urla la bufera
    scarpe rotte eppur bisogna andar
    a conquistare la rossa primavera
    dove sorge il sol dell’avvenir…
    😀

    mi piace questa immagine che potrebbe essere di escher dove mare e cielo si capovolgono, si intersecano e ne escono in una giornata di sole tiepido…
    mare,vento, onda, cielo… in quale ordine il chiasmo?

    a me hai fatto venire in mente l’onda di hokusai.
    immagini per le vostre note, ragazzi! che bel gioco!

    😉

  7. sciabordio delle onde del mare, mi rilassa esco da ml mio corpo la mia mente è libera libera come l’onda va e viene ma non è mai la stessa di prima….. io son così

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