il mio sogno chiffon

ieri. notte. due regali. un sogno chiffon. il fruscio di foglie d’ulivo e uno sciame di farfalline bianche mentre giocano ai quattro cantoni tra fiori color arancio. niente titoli di coda. niente dediche. nessun inizio e nessuna fine. tempo sospeso. ho lavato la faccia, liberato i capelli sulle spalle. ho chiuso gli occhi. i passi leggeri accanto alla mia tendina di dischi di madreperla verdi. il loro fruscio lieve e nessun pensiero. la finestra era aperta. un uomo su una biciletta volante mi si è avvicinato. il suo sguardo catturava il mio. ho sentito che mi mi diceva fidati, nonostante. poi stavamo volando . un gufo nella notte, le nuvole passavano attraverso. infine giù nel lago e poi accanto a un ruscello. mi piace il ruscello e il suono dell’acqua che scorre, l’aria fresca e la luce del plenilunio. una palla si è fatta di luce e una voce è volata via. ha detto promettete tutti di cercare la mia luminescente presenza nelle notti stellate in questi boschi sotto la luna d’estate per sempre.

poi mi sono voltata, mi ha chiesto cosa vorresti? ho detto essere qui. di notte guardare le stelle, di giorno la terra. e per caso restare accanto a un ruscello, nel sottobosco d’estate.

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7 pensieri su “il mio sogno chiffon

  1. ehi…se per caso un giorno decidi di chiudere questo blog ci dai un preavviso? che io qui ormai mi sto affezionando…è quasi terapeutico! 😉
    va be’ via vado…stasera smalto rosso: si osa!!!!!!!! 😉

  2. BETTA: sorrido di gratitudine! piuttosto datemi voi il preavviso se decidete di non passare più di qui che io mi affeziono, eh!
    uh, bella la parola osare. ehhhhh, ma qui la curiosità aumenta! 😉

    WILLY: visto che fonte d’ispirazione sei? non solo tu per la verità! bene hai colto una cosa a cui tenevo! mi piacciono gli scialli leggeri di chiffon. ne ho uno azzurro che col vento o la brezza mi fa sentire bella. ma quanto è meraviglioso mettere i piedi nell’acqua di un ruscello?

    buona notte willy

  3. mi torna in mente il percorso Kneipp a Bressanone, con i piedi nudi a camminare nell’acqua gelida e i pochi pensieri che si scioglievano allegri. La sensazione antica del camminare sull’erba. La luce verde e gialla tra i larici.
    Lasciare entrare la bellezza delle cose riporta ordine e priorità sconosciute.

  4. BETTA: aparteché il mistero s’infittisce mannaggiattè. direi di sì. direi che saper osare bene è una gran bella cosa. e si allontanò fischiettado mentre pensava, chissà se mi dirà qualcosa… 😀

    WILLY: camminare sull’erba e dentro l’acqua non ha prezzo, per tutto il resto c’è… 😉
    la bellezza è un concetto strausato purtroppo in disuso. bisognerebbe tornare al concetto elegante di bellezza per dire.

    SAMMY: direi di sì ma anche no! bisogna andare al planetario una volta! …e quindi uscimmo a riveder le stelle… ti riferisci solo a questo ovviamente… 😉

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