licenza di matrimonio

lo sapevate che esiste l’organizzatrice di matrimoni? wedding planner si chiama.

io pensavo che fosse una cosa da film americano, dove lei poi si innamora del tizio per cui prepara il matrimonio, cose così e invece esiste anche in italia.

mi sono accorta di lei in chiesa mentre era intenta a distribuire ventagli di legno per chi, anche col solo impercettiblie movimento del sopracciglio, avesse manifestato la minima insoddisfazione da calura estiva. ho pensato che curioso orecchino indossa. e invece era un auricolare tipo quello della cia. aveva la stessa caparbietà e dedizione al lavoro, lo stesso impeccabile aplomb. perfetta lei, perfetto tutto. mai il minimo cedimento. all’una di notte era identica alla sua immagine delle quattro del pomeriggio. camicia bianca a maniche lunghe, jeans lunghi, scarpe bianche -ops mai vestirsi di bianco a un matrimonio…forse l’unico neo a dire il vero- capelli lunghi sciolti. sempre uguale, mai con l’occhio stanco o un capello fuori posto anche sotto al sole con 35 gradi. mai.

dicevo tutto perfetto. troppo. ma dove? si dirà il lettore attento. certo, il lettore attento non sarà un mio affezionato perché ne ho parlato qualche giorno fa. ieri sono andata al matrimonio del mio amico bubi. per chi non si ricorda vada qui.

allora dov’ero? alla perfezione mi sembra. in effetti a un certo punto volevamo staccare la spina all’alimentatore per vedere l’effetto che fa. ma non sarebbe stato tanto carino, soprattutto nei confronti della sposa. abbiamo desistito. se va bene a lei, buona camicia a tutti.

niente riso -pare sporcasse il sagrato- ma tanti coriandoli bianchi. io avrei toccato ferro. per me i coriandoli hanno un significato ben preciso. niente lancio del bouquet, ma tante rose gialle e bianche per tutte le invitate, zitelle e maritate, giovani e vecchie, desiderose e menefreghiste, conviventi e sull’orlo del divorzio. a me ha dato quella gialla.

non ero l’unica leggermente perplessa. anche i genitori dello sposo mi hanno rivelato lo stesso sguardo interrogativo. vorrei ricordargli che la vita è un casino, mi ha detto più o meno suo padre, difficile programmare o prevedere. questo voleva dire al figlio il giorno del suo matrimonio. perché se le feste rispecchiano quello che ci aspettiamo dal dopo, forse sarebbe stato meglio ricordarglielo.

comunque questo matrimonio mi ha confermato che il posto migliore dove fare amicizia è il bagno. fantastico. ho conosciuto più persone in bagno che nella sala da pranzo o in giardino. ho ricevuto anche preziosissimi consigli sul trucco. me lo dovrò ricordare. se mi sposo, magari faccio tutta la festa in bagno. più intima sicuramente.

e infine standing ovation per il prete, vero mattatore della cerimonia. colto, ironico, spassoso, col chiodo fisso del sesso, progressista. se ne è uscito con delle battute niente male che però ahimè non ho trascritto. mi sembrava poco carino tirare fuori, anche in chiesa, la mia moleskine. così mi sono affidata alla memoria granitica di mio fratello. certo che all’una di notte, con tutto l’alcol in corpo, in nostri neuroni hanno ceduto un attimo. ce ne siamo ricordate due. se poi, quando rivedo la mia famiglia, ne vengono fuori altre metto l’update.

anzi faccio un appello al mio fratellone f.l.k. caro, siccomeché so che mi leggi, non è che se te ne ricordi altre, le scrivi direttamente inda bolg? tipo quella dell’anello nunziale e del buco? grassie.

non preoccupatevi non sarò lungo. la predica deve essere come la minigonna: corta, aderente alla vita, e aperta al mistero.

chi ha paura dell’amore è -scusate la volgarità- un cagasotto.

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8 pensieri su “licenza di matrimonio

  1. proprio non ti vuoi sposare eh? maschietto del ventunesimo secolo…
    cmq sì, ti potrebbe insegnare un sacco di cose e trucchi! ti assicuro, quel prete è uno spasso.

  2. ma questo sposo è ancora geloso delle tue scelte?
    Ci ho pensato molto, scartando il significato del bianco in giappone, forse l’organizzatrice di matrimoni era l’unica vergine. Sai una vede come vanno le cose ed entra nell’astinenza.
    Neru, aspetto le battute.

  3. QUAD: forse non è carino dirlo ma in chiesa si rideva proprio. però ammetto che non ha fatto solo lo show, ha dimostrato di essere molto preparato e non al passo coi tempi…non so se mi spiego

    @CRICCA: avete assolutamente ragione, la scelta delle rose gialle è stata infelicissima. la sposa non voleva separarsi dal suo bouquet mi sa…
    la vergine delle rose pareva l’alter ego della sposa, la seguiva ovunque e ha ballato col suocero, per dire. cmq è una vera manager milanese doc, son fatte con lo stampino qualsiasi lavoro facciano. le avete mai viste? bravissime efficientissime preparatissime, l’apoteosi delle issime. sposata si sta dedicando a questo lavoro forse per scoprire i misteri del suo mistero…
    ecco adesso prego tutti i santi perché nessuno che era alla festa legga mai ste cose o…sono fritta! 😉

    WILLY: lo sposo non è geloso, è convinto. è sempre stato un tipo convinto…

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