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genova per noi

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c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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per capirci

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stattaccuorta

altri

ricordo che quei giorni di luglio nel 2001, ero a verbania per lavoro. come me c’erano dei genovesi. ci legava un senso di rammarico per non essere a genova, sentimento che ben presto si trasformò in angoscia e paura. poi terrore. le persone col mare negli occhi partirono all’istante, io rimasi lì preoccupata a passeggiare lungo il lago ascoltando al telefono i resoconti. ogni volta che ci penso ho un buco allo stomaco.

tornata casa passammo giorni a parlare dell’accaduto.

non dirò di bolzaneto. non racconterò cosa lessi nei volti. ricordo solo camilla -ragazza dolcissima che non farebbe male a una mosca- in fuga per i caruggi di genova rincorsa dalla polizia.

non puoi capire mi disse correvo e non riuscivo a pensare a nulla. sentivo salirmi un’angoscia feroce. tutti i portoni erano chiusi, ci sentivamo intrappolati. a un certo punto non ce l’ho fatta più mi sono attaccata a una porta e ho picchiato forte con i pugni chiusi, sempre più forte, poi sono scoppiata a piangere disperata. qualcuno deve avere avuto pietà, hanno aperto la porta e sono scivolata dentro. ho continuato a piangere per tantissimo tempo.

ha abbassato gli occhi. è passato un attimo eterno. mi ha guardato. mi è andata bene, mi ha detto.

senza il ricordo delle ricorrenze l’altro giorno ho guardato per fatalità ora o mai più di lucio pellegrini. mi è ricomparsa quella stretta allo stomaco. ieri i miei occhi leggevano le notizie circa la sentenza su quei fatti, la stretta era ancora lì.

c’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria.

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15 commenti

  1. Bucky ha detto:

    l’unica cosa che mi va di dire spero non la riterrai stupida, ma di altro non parlo…
    ah ma la neru è genovese?

  2. neru ha detto:

    no, la neru non è genovese. veneta per nascita e tradizioni, lombarda d’adozione.
    e no, non è una cosa stupida. sono cinque ore che penso se postare sto post perché ho paura che sia banale.
    se fossi stata genovese, sarebbe stato ancora più difficile trattenermi a verbania.

  3. Bucky ha detto:

    ho capito.
    Non è banale comunque, è un pezzo importante di storia italiana, che ha segnato più o meno tutti sia che l’abbiano vissuta direttamente o indirettamente.
    Io dovrei sentirmi un po’ meschino se in quei giorni ero sollevato di non essere a genova?

  4. Elis ha detto:

    E io dovrei sentirmi dalla parte sbagliata se ricordo gli occhi di un maresciallo sottopagato che è stato mandato lì contro la sua volontà salutare sua moglie e i suoi figli?

    Ci sono due facce della medaglia, voglio ricordare solo questo.

  5. Bucky ha detto:

    Elis, io questo l’ho sempre pensato. Perché diciamolo, uno che va in giro con il volto coperto da una bandana o un passamontagna non può avere tutte queste buone intenzioni, così come non si può iniziare a tirare manganellate qua e là.
    Un comportamento più pacifico da parte dei manifestanti non avrebbe causato quello che poi è successo, così come una maggior preparazione delle forze dell’ordine avrebbe potuto evitare alcuni (ma non tutti e nemmeno la maggior parte) degli incidenti.

    Però avevo detto che non ne volevo parlare, mannaggia.

  6. Sammy ha detto:

    Di Genova mi ricordo il calore del sole e quello degli abitanti della città che accolsero la manifestazione pacifica di decine di migliaia di persone. Mi ricordo la gente che rinfrescava i manifestanti. Poi mi ricordo le parole di un ministro quando disse che per la manifestazione avevano ordinato 10.000 sacchi per cadaveri. E mi ricordo i Carabinieri chiusi in una nave per una settimana. E gli infiltrati nel corteo. E ora mi ricorderò di questa sentenza, insufficiente, ma che rimette a posto le colpe.
    Di solito di Genova non parlo perché mi si chiude lo stomaco, ma volevo sostenere lo sforzo di neru.

  7. neru ha detto:

    ragazzi, qui credo che non si tratti di decidere se stare dalla parte dei manifestanti o della polizia.
    da queste parti si sta dalla parte delle persone.
    il fatto è -credo- che si vorrebbe che certi avvenimenti fossero riconosciuti come “fatto”.

    accettare o minimizzare atteggiamenti feroci non serve. mi domando qual è l’aniticamera alla tortura di stato liberalizzata. quali accettazioni del pensiero ci stanno sotto, quali obiettivi, quali leggerezze. mi domando come è iniziato in paesi come la bosnia, l’argentina -per citare quelli più comuni-. l’uomo può diventare feroce in un battito d’ali.
    il fatto è che troppo spesso la violenza genera violenza o apatia. e questo lo dico anche per tutelare chi è “costretto” a fare del male o deve fare il suo lavoro.
    io sono più spesso buona e voglio poter dire quello che penso anche in un mondo dove vale la regola due pesi e due misure. e non voglio che mi vengano a prendere e picchiare a caso o perché magari cammino vicino a un cattivo. devo pretendere di non essere discriminata. devo pretendere che il mondo faccia passi avanti e non trecento indietro. questo in senso generale, poi il particolare va considerato con intelligenza caso per caso.

  8. neru ha detto:

    grazie sammy…lo sai perché. grazie davvero.

  9. Elis ha detto:

    Beh appunto. Sono da parte delle persone, ma come dici tu, Bucky, c’era gente che aveva le spranghe. Che tirava estintori contro la polizia. Che li vedeva il NEMICO.

    Sarà che nella mia famiglia sono quasi tutti carabinieri, sarà che amo la mia patria e mi commuovo nel sapere che c’è chi dedica la propria vita a servirla. Rispetto le forze dell’ordine, e se le vedo in giro nel quartiere mi sento più sicura. (e comunque non ho votato berlusconi).

    Però immagino come si possano essere sentite quelle persone che servono la loro patria perchè ci credono, di fornte a bende e spranghe e a vetrine devastate e a macchine in fiamme. Di fronte alla propria città violata e violentata. Quella gente non era lì per manifestare il proprio dissenso al g8, Neru, era lì per fare violenza. E basta. Come gli ultras allo stadio.

    E con questo non sto assolutamente dicendo che le pene subite da quelle persone non possano essere chiamate torture, chè torture erano.

    Però in una situazione in cui regna il panico capisco che non è facile distinguere il bene dal male.

    Mi dispiace solo per chi era lì per dire il proprio no, solo per dire no.
    E mi dispiace che il mondo non riesca imparare che anche senza violenza si risolvono le cose, e gli esempi ci sono.

  10. Quadrilatero ha detto:

    Ciao neru, finalmente passo e lascio un’impronta.
    Ricordati però che questo è solo il primo di due (due, giusto?) processi. Per me nella Diaz i condannati diventeranno molti di più.
    Buona giornata

  11. neru ha detto:

    ELIS: penso di capire cosa vuoi dire. in ogni caso sono d’accordo sul fatto che la violenza non può mai essere giustificata. usare violenza serve sempre e solo ai potenti e fa sempre male alle persone. la violenza non porta a nulla se non alla miseria, pure quella dello spirito.

    QUAD: benvenuto! beh potrebbero essercene tre e magari un altro. in ogni caso non è esattamente e solo un problema di condanna. in fatto di processi sono garantista.
    in effetti il mio timore è che in queste cose è facile fare demagogia. io mi preoccupo dei ruoli e delle persone e della responsabilità. chissà se riesco a farmi capire.

  12. willyco ha detto:

    di genova 2001 mi porto dietro tre pioli piantati dentro:
    – la morte di un ragazzo che era partito da casa con l’idea di tornare con più giustizia intorno,
    – il commento di un ex politico di rango che al mio fianco, guardando la tv, disse: va bene così, chissà che a sangue e bastonate capiscano. Ed io gli dissi: mio figlio è là e ci sarei anch’io volentieri,
    -l’incapacità dopo la Diaz di scendere in piazza perchè la legalità fosse un patrimonio comune, tra cittadini e chi la dovrebbe tutelare.
    Decideranno i giudici per gli abusi, decida il paese se è questo il mondo in cui vuole vivere.

  13. neru ha detto:

    “Decideranno i giudici per gli abusi, decida il paese se è questo il mondo in cui vuole vivere”.

    willy queste sono le parole che mi fanno capire perché ti sento molto vicino e sono contenta che ci siamo “conosciuti”.

    dico anche che tengo in molta considerazione le parole di elis. conosco poliziotti e carabinieri, bravissime persone. umane. mi raccomando di non fare tutta un’erba un fascio. non lo dico a te willy ma in generale. lo so che le tue parole willy sono dettate alla coscienza di ciascuno. è questo che volevo che uscisse.

    RINGRAZIO TUTTI gli amici che hanno commentato. con il vostro stile credo che qualcosa sia venuto fuori. è un piacere. avevo timore, ma poi mi domando perché se ho commentatori del vostro calibro.

  14. willy ha detto:

    se dovessi avere paura della polizia o dei carabinieri me ne sarei già andato da questo paese. Ho amici che stimo molto nelle forze dell’ordine, so che èun pezzo di paese con meccanismi importanti di autogoverno e di fedeltà alla legge. Se qualcosa come la Diaz accade è prima di tutto un problema per loro e devo essere presente, vicino perchè ci sia fiducia, chiarezza. Lo devo/dobbiamo a tutti quelli che ogni giorno fanno un mestiere difficile, pericoloso per tutelare la sicurezza e la libertà di tutti. Anche la loro.
    La libertà e sicurezza, per l’appunto, non altro e mai fuori della legalità. Oltre si legittima l’abuso, la sopraffazione, l’illegalità, si relativizza reato e crimine.
    Libertà e sicurezza e basta.

  15. neru ha detto:

    non potevo sperare in parole migliori. davvero. lo so che risulto zuccherosa ma non me ne frega niente perché è vero!
    un abbraccio

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