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e chiudere gli occhi per fermare qualcosa che

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

siamo alla ricerca di emozioni. nei libri, nei film, nella musica, nei blog e in tutto ciò che sta al di fuori di noi. bè non fa una piega, le emozioni sono reazioni a uno stimolo. ma non è esattamente questo che m’interessa.

insomma è più attraente un racconto personale carico di emozioni altrui che stimolino le proprie, che altro.

per essere letta con piacere, sarebbe più facile per me parlare di emozioni con emozione che parlarne senza farla suscitare nel lettore.

prima pensavo che la gente cercasse di riconoscersi, e in parte ancora avviene. tuttavia, per lo più si cerca qualcosa che non solo faccia palpitare il cuore ma che provochi una “scarica” improvvisa, sia pure riso o pianto. se poi aggiungiamo un pizzico di voyeurismo – iuhu!- è perfetto. mi domando perché. -non che sia sbagliato, per carità, ma soprattutto questo vogliamo-. e me lo chiedo da quando faccio sempre più fatica ad incontrare persone che lasciano trasparire emozione. forse per paura di mostrarla, cerchiamo fuori qualcosa che vorremmo dentro. stiamo diventando così asettici, così posati. così neutri. a volte, mi pare ci sia il maldestro tentativo di ricacciare questa vanitosa cosa ingombrante per apparire giustamente medi. nella lingua italiana non esiste il neutro, e forse non è un caso: non l’abbiamo nel dna per quanto fatichiamo a provarci. va bene così, ci diciamo. e no, che non va bene. ché poi quando le emozioni ristagnano, mica evaporano come una pozza d’acqua al sole. no. c’è il fuoco sotto. ché non lo sapevate? e nel frattempo quell’acqua bolle e bolle e bolle. e tu pirla ci metti un coperchio pensando di sfangarla così.

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15 commenti

  1. willyco ha detto:

    cerchiamo emozioni che non lasciamo entrare: promesse d’altro, di vite non vissute, ciò che avremmo voluto essere e non siamo. Il voyerismo si sposta verso i particolari intimi e il limes dell’esclusivo. C’è un voyerismo della mente che è curiosità e desiderio di piacere. Nei post e nella vita senza problemi primari emerge questo racconto di sè. Ma tu che ti mostri e sei scontrosetta, dove stai?
    notte bella Neru

  2. neru ha detto:

    in che senso willy? bè io sto a casa! e al lavoro. in effetti sono sempre al lavoro -per il concetto che ho io di lavoro-
    scontrosetta? bello. davvero?
    anch’io mi lascio emozionare dalle emozioni ci mancherebbe. ma pensavo a quanti “tiri” -e tu dovresti capire cosa intendo con questo temine- faccio qunado mi emoziono. pensavo ai ragazzi che ho visto al concerto. pensavo a tutta quella gente che incontro, nei cui occhi leggo un “non mi giudicherai se se mi permetto di manifestare le mie emozioni?” e io dico nei modi che posso “fallo fallo”. mi sono spiegata, amico mio?

  3. willyco ha detto:

    se per l’emozione si inumidiscono gli occhi e la voce diventa insicura. tutto scontato? troppo labile la corazza? per fortuna Neru, che c’è chi fa “tiri” e non se la tira. Il finto mi annoia e chi manifesta le sue emozioni mi va dritto al cuore.
    Buona giornata Neru

  4. neru ha detto:

    ehi ma non sai se davvero non me la tiro! certo che chi fa figure del cavolo ha poco da tirarsela -in quel momento-, in effetti. anche a me il finto annoia tremendamente. più che altro mi fa tristezza.
    bè ma perché scontrosetta?
    buona giornata anche a te willy

  5. Elis ha detto:

    Viviamo in un’epoca in cui non esiste più pudore, in cui le persone si sentono costantemente giudicate e analizzate centimetro per centimetro.
    Allora si fingono tutti d’un pezzo e incapaci di provare niente, nel disperato tentativo di recuperare un pudore che, come detto, non ha più senso d’esistere: se facilmente si possono trovare corpi senza più segreti, se facilmente si possono leggere i pensieri più nascosti di una persona che SPERA nell’anonimità, ma che poi immancabilmente tradisce per dar spazio a nuove conoscenze (e non la reputo di certo una cosa negativa, altrimenti non ti avrei conosciuta nè terrei un blog), credo sia anacronistico parlare di pudore.

    Solo che sai, adesso va di moda la privacy, proprio adesso che siamo tutti persone commerciali…
    Certa gente è rimasta ancorata allo scorso secolo, senza capire che il mondo è evoluto. E risulta finta nel voler nascondere qualcosa che non c’è.

    Scusa per il post lungo e contorto.

    P.S.:oggi vado al mare per la prima volta quest’anno.

  6. neru ha detto:

    elis, io credo che il pudore -soprattutto quello personale- sia importante in questa epoca dove tutto è esibito. esprimere l’emozione è altro. è liberare la parte bambina di sé, è sapersi meravigliare mille volte e qualche volta farsi vedere indifesi. credo che dovremmo iniziare ad ascoltare un po’ di più noi stessi e gli altri. elisa canta “ho cercato a lungo qualcosa che non c’è, invece di guardare il sole sorgere”. quello che non c’è, è quello che dice lei. invece dentro ciascuno c’è sempre qualcosa.

    ti abbraccio cara e prendi sole anche per me.

  7. Sammy ha detto:

    parlare suscitando emozioni è una dote non comune

  8. neru ha detto:

    ELIS: madò quando lavoro rispondo come se fossi la maestrina dalla penna rossa! 😉 sai che ti invidio per il mare? uè me lo racconti?
    bella l’espressione “siamo persone commerciali”, è tristemente vero.

    SAMMY: vuoi dire che ora sto blu(e)ffando io?
    cmq, forse sì. ma la gente si lascia emozionare anche per pirlate…non so se mi spiego…per avere qualcosa di cui emozionarsi senza pensare alle proprie emozioni. più o meno.

  9. ARKIKA ha detto:

    in realtà magari molte persone si stanno emozionando proprio mentre rimangono neutri…

    ci sono diverse sfaccettature e ognuno la interpreta a proprio modo.

    in fondo anche tu quando dovresti lasciarti andare alle emozioni più forti o “sentite” ti trattieni..o sbaglio?

  10. Elis ha detto:

    Mi sono venute le lentiggini, cara neru.. sembro una bimba di due anni…
    le mie amiche mi hanno fatto anche i codini!
    Per il resto il mare è sporchetto -adriatico, che ti pareva eh?- ma c’era un buon sole: leggermente velato, in modo che non facesse troppo caldo, ma che comunque è riuscito a farmi venire la riga ;D

  11. neru ha detto:

    ARKIKA: viperella! 😉 forse per questo all’inizio non avevo letto il tuo commento. ho dovuto modificare sta risposta a distanza di 5 min! allora vogliamo davvero parlare di me? ok. tu sai quanto si vedano le mie emozioni. qualcuno la chiama esuberanza, qualcuno pazzia. poi quando sono calma mi chiedono “e che è”? ma io vorrei rispondere che non solo solo emozione grazie al cielo, spesso sono introspezione e in ascolto. ma quanti capiscono sta cosa? poi. quando le emozioni sono troppo forti -come dici tu- lo sai che mi devo contenere…che è? posso fare la supernova? eh dai… è allora che faccio casino, lo so. diciamo che posso sopportare di essere indifesa nella vita e un po’ meno nell’amore -in senso generale- che mi faccio sempre un gran male. e adesso basta parlare di me in senso stretto.
    ti ho risposto perché: se il commento è lungo, non lo legge nessuno -eheheh-, lo so a che vuoi puntare, magari può essere da spunto per…boh…non saprei. magari per me quando e se lo rileggerò. 😉

    ELIS: bello bello bello! facciamo che mi fai gli aggiornamenti costanti. mi parrrà di essere là! e cià che ci ho piazzato pure la rima! 😉

  12. willyco ha detto:

    magari davvero finchè uno si butta via si sta emozionando, magari davvero non abbassa il livello di emozioni solo dall’ombelico in giù, magari davvero la testa si ferma e ascolta, tutto, anche il silenzio, magari davvero non c’è sempre bisogno di cose da fare, di rumore, di essere tirati e tirare, di parlare concitati, di scopare, di correre, di sballare. Magari è così, magari tutti prima eravamo così, ma cosa è successo? Stiamo aspettando che passi per essere diversi, oppure va bene così?

  13. neru ha detto:

    stiamo aspettando che passi il treno. e non sai di essere nel film di frankenstein junior…hai presente?

    …magari davvero…
    belle parole le tue. buon we.

  14. Sammy ha detto:

    l’emozione è una cosa individuale. c’è chi si emoziona per un gol, chi per un tramonto. A volte ci si emoziona per cose piccole, a volte per cose immense. se uno si emoziona troppo però è congiuntivite.

  15. neru ha detto:

    se la mostri può essere condivisa, no? come la congiuntivite può essere contagiosa…

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