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ode al poeta della domenica

e tu scrivimi se ti viene la voglia

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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oh, poeta della domenica.

riconoscerti è facile.

pensiero fiero e portamento fino,

rima assortita e verso leggiadro.

odo rime barbare in te.

ma perché?

perché mettersi a stornir

se la voglia del verso non cementa in te.

vorrei migrar.

ma qua devo restar

ad ascoltar un’altra volta il tuo verso bislacco

che non mi dà nutrimento né senso.

quanta rima vuoi mettere nel tuo verso,

mio poeta della domenica?

quanto dolor dovrò ancora sopportar?

amico mio, un consiglio te lo voglio dar.

di sentirsi poeti, ahimè, alfin è un desiderio.

due parole in fila in fondo le mettiamo tutti,

perciò lassa perdee, che mo’ lasso pur’io.

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4 commenti

  1. Bucky ha detto:

    ahhhh è tornata all’originale 🙂
    insomma, sappiamo quello che vogliamo, eh? 😛

    comunque secondo me sia poeta chi vuol esserlo, nell’intimità di sè stesso, senza tracotanza o vanagloria, ma con un pizzico di imbarazzo e umiltà.

  2. neru ha detto:

    hai ragione bucky ma mi daresti ragione se stessi leggendo quello che sto cercando di leggere io! AIUTOOOO!
    amico mio non ci si può improvvisare poeti, o no?

  3. neru ha detto:

    ah mi sono dimenticata di rispondere alla domanda chiave della mia vita: NO, NON LO SO! VA BENEEEE? 😉

  4. Di.Di.Di. ha detto:

    proposta della settimana

    Giuseppe Verdi: AIDA (1871) Esistono infinite versioni. L’ultima che ho in possesso: tebaldi, del monaco, stignani, protti dir.erede. Cosa dire della CELESTE? per me è l’opera più di passaggio verso l’insuperata maturità artistica del bussetano.

    Cappelletti,Alessi,Stranieri HARD LIGHTS (2007). Vibrazioni, amplessi, memoria. Chiaroscuro e colorato come un acquarello.

    Mirian Makeba: THE SKYLARKS, the best of ..(1998). Questo grande mix di suoni nativi e occidentali scosse sicuramente gli anni 60. Sì..parliamo di fine anni 50…e pensare che siamo convinti che il mix, l’appropriazione musicale sia una conquista di questi ultimi anni!

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