fabio volo e un sogno d’amore

elis crede che baricco non mi piaccia come scrittore. non gliel’ho mai detto ma non è esattamente vero. c’è stato un tempo in cui mi piaceva. molto. baricco è uno che ti prende per mano e, raccontandoti una storia, ti porta a un passo dall’andare dentro e oltre. tutti vorremmo o avremmo voluto che ci fosse o ci fosse stato qualcuno a fare questo per noi.

anche fabio volo -che non è uno scrittore a mio parere- nel suo ultimo libro segue lo stesso percorso. si fa portare per mano, attraverso giochi e astuzie, dentro un’avventura d’amore oltre le sue paure. un po’ come ulisse. fa questo per sé e forse per la sua generazione spaesata.

racconta una storia, un sogno. come del resto fa baricco. lo fa in questa nostra epoca di immagini e cinema. per sognare abbiamo bisogno delle immagini e di un film, nella nostra testa. e tanto meno attinente è al reale, tanto più ci parrà vera, possibile. così è nella febbre, quel film che elis mi ha consigliato e che ho rivisto volentieri. quella storia non potrebbe esistere nella realtà, eppure mi ha emozionato. ho creduto, ho sperato che fosse possibile.

lo dice lucio dalla che noi siamo un paese di sognatori. ed è vero. noi sognamo e viviamo al contempo il nostro presente, la realtà quotidiana. è la nostra speranza, il nostro sogno che ci rende diversi. qualcosa cambia. sempre. forse cambiamo un po’ noi ma se cambiamo noi, poi cambia anche chi ci sta vicino.

allora stasera salverò fabio volo e il suo libro. e non per la trama, non per il finale scontato -se si fosse fermato tre pagine prima magari il libro ci avrebbe guadagnato-, non per una storia che non è vera e non è reale ma perché ci fa sognare e sperare che qualcosa di speciale per noi c’è. non mi permetterei mai di distruggere un sogno. non questa sera.

10 pensieri su “fabio volo e un sogno d’amore

  1. “se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni. Il più grande, e illogico, sei tu.” Alessandro Baricco (questa storia)

  2. BETTA: bentornata! sai, la prima cosa che ho pensato, dopo aver letto la frase che hai scritto, è stato “ok prendi un pugnale e colpiscimi. più forte!” forse è proprio vera. lo dirò qui, che magari serve a qualcuno ma anche no. io faccio esattamente il contrario, perché ho sempre pensato che fosse meglio la dura realtà, uscire dal sogno prima di poter deludere. ma non è vero.
    secondo me ami davvero qualcuno, quando ami anche i suoi limiti ma questi possono tranquillamente far parte del sogno. credo di non averci mai pensato prima.

    ELIS: mia grande! non ti si chiederà perché né io dirò perché “d’essere questo soltanto: fra gli uomini un uomo”. abbracci, tanti.

  3. e non a caso guarda che altro mi hai fatto venire in mente: “non ho più illusioni sulla nobiltà delle persone, e per questo so apprezzare la loro inestimabile arte di convivere con le proprie imperfezioni” (sempre lo stesso Baricco…)..
    ..ora basta perchè mi fa strano mettermi a scrivere su un blog citazioni di un libro …è che capitandoci ogni tanto mi sento “chiamata in causa”…grazie!

  4. intanto sono contenta che ci capiti e che ti senta chiamata in causa! poi che male c’è a parlare per citazioni? se sono belle, ancora meglio.
    il bello di un blog è questo, scambiarsi opinioni riflettere con le stesse parole magari su cose diverse, ognuno nei modi che crede. a me queste citazioni sono servite, per dire.
    ed è vero, è un’arte vivere con le proprie imperfezioni e una meraviglia.
    grazie a te, allora! 🙂

    ah, da quale libro è presa la citazione? (ho trovato la tua di prima! pag 40 ed. fandango. fico!)

  5. stessa edizione…pag 179…però allora vai anche a pag 186…subito dopo lo spazio…e soprattutto a pag 156..dopo l’ultimo capoverso!!! non c’è cosa più vera….almeno per me…
    Alla prossima citazione allora!

  6. allora vediamo se ci becco ché una pag contiene tante righe.
    179 l’hai citata ma aggiungiamo “ho debolezze eleganti e cicatrici charmantes”.
    186 “lo sa come si fa a riconoscere qualcuno che ti ama? ti ama veramente dico? … se è in grado di aspettarti ti ama”.
    156, ma inizio a ritroso da 157 “io sto aspettando, mi ha detto. cosa? sto aspettando di fare ciò per cui sono nato”. … “la gente vive davvero negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. allora lì è felice. il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. semplicemente sei lontano -mio editing…-“.

    bene sono contenta. prima o poi però racconterò perché non amo molto baricco. i motivi sono diversi, il primo fra tutti forse è legato anche al post che ho scritto oggi: c’è differenza fra scusa e motivo.

    grazie betta. ok, alla prossima citazione. ma se vuoi anche prima! 😉

  7. Visto che siamo in tema di citazioni e che metà del mio nome, e del mio blog, fa riferimento proprio a questa storia io faccio una citazione, che è più per me che per altri, ma che mi va di condividere con belle persone come voi: ti amo, stronzo.

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