era uno di noi

sarà stato almeno sei anni fa. ero a una festa. ho conosciuto un ragazzo di palermo. un giovane e rampante dottore in legge con velleità avvocatucole. mi disse di amare la sua città ma che per lui lì posto non ce n’era. almeno non per le cose che voleva fare. si voleva occupare di penale. stava cercando fortuna a bologna.

parlando et discorrendo animatamente, ci imbattemmo sui giudici siciliani e fu chiaro a tutti che avremmo discusso di falcone e borsellino. e così fu. ma.

come mai in tante storie c’è un ma? non saprei.

comunque giunti quasi alla fine dei nostri ragionamenti sulla prima strage, mi disse più o meno quello che segue.

certo che l’hanno ammazzato. era uno di noi. non avrebbe dovuto. se uno viene da fuori si può anche capire, ci si può passare sopra. ma era uno di noi.

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16 pensieri su “era uno di noi

  1. eh, infatti.

    allora sono rimasta zitta, senza parole. anche se all’inizio, ho cercato di chiedere il perché di quelle parole.

    in fondo non ho mica capito bene il vero senso che sta in fondo a questa frase. di certo mi mancano le basi di quella cultura -perché qualsiasi cosa si dica, quella siciliana è una cultura, una signora cultura- dalle tinte forti e contrastanti. io ho ascoltato quel discorso con la mia cultura e mi sono spaventata.

    ancora oggi non saprei come e cosa replicare.

  2. sono spesso in Sicilia e questa frase non ha giustificazioni. Rivedi i 100 passi e ti accorgi che la cultura è una cosa e l’omertà è un’altra. E’ difficile vivere in modo diverso in Sicilia, rischioso, ma molti lo fanno. Quello che non si può accettare è che ci siano pezzi di paese in cui, non la cultura, ma la legge è diversa e i cittadini hanno diritti diversi. Questo è quello che dico quando emerge questo ragionamento.

  3. lo so willy, lo credo anch’io. ci ho pensato tanto prima di scrivere questo post.
    il fatto è che questo ragazzo molto preparato, molto fiero, molto idealista -non lo puoi sapere perché non l’hai conosciuto ma ti posso assicurare che era così perché.. come dire… era quasi mezzo parente, ma è un’altra storia- era convinto che quello che voleva fare nella sua città non era possibile, per questo se ne era andato a bologna.
    a quel tempo, ho pensato che fosse uno senza palle e tante altre cose. a distanza di tempo, ho capito che non lo capisco e mi domando se c’è una via per capire anche senza accettare tale posizione. riesco a farmi capire? 😉

  4. Certo che ti fai capire e sei sempre chiara in quello che dici. Penso che si possano capire le difficoltà di uscire da un modo di vivere, sentire, attendere e che in comunità chiuse con regole parallele rispetto a quelle esterne guardare il giusto e l’ingiusto sia difficile. La mafia in sicilia è un fenomeno pervasivo, cambia la realtà e la morale comune, ma la critica personale si esercita dappertutto, non solo in sicilia. Credo che Falcone e Borsellino sapessero cosa li attendeva, ma non ci credevano come ad un fatto sicuro. Essere in sicilia fa capire il rischio e il loro essere eroi civili parte proprio da questa consapevolezza, dal non averne avuto paura. questa la differenza con il tuo amico: erano siciliani, sapevano, ma si sono messi dalla parte della giustizia, senza paura.

  5. grazie. era quello che volevo sentire.
    UPDATE AL COMMENTO: anzi sono contenta di averlo letto. vorrei però che un siciliano si esprimesse. felice il paese che non ha bisogno di eroi.

  6. un eroe civile non ha armi, è eroe ogni giorno perchè è se stesso. Lo incontri per strada ed è come te, non ha bisogno di proclamare, fa cose semplici, giuste. Ecco un eroe fa le cose giuste e non si sente eroe e non vuole esserlo.

  7. vabbè ci stava bene solo l’ecco prima. perciò aggiungo qui. ché poi un eroe se lo è non sa di esserlo, soprattutto sa di sbagliare ma va avanti lo stesso. cade e si rialza. si nasconde e poi dice vabbè dai esco. ecco questo è la mia idea -con altre cosucce da aggiungere a dire il vero- di eroe.

  8. Credo che bisogna nascere e crescere in Sicilia per capirla totalmente, per capire certe frasi e atteggiamenti, ma credo anche che esistano altri siciliani come i magistrati coraggiosi ed eroici.

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