una lettera dal passato presente

mio caro simone, dopo di te il rosso non è più rosso, l’azzurro del cielo non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini. rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi che non volevano vedere, perché se avessero visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. per questo non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome e tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire a un albero di essere albero e all’azzurro di diventare cielo. non so se questo è un mondo migliore, ora che nessuno mi chiama più davide, ora che mi sento chiamare soltanto signor veroli. come posso dire che questo è un mondo migliore, come posso dirlo senza di te?

dal film “la finestra difronte”

ringrazio hermes che ha trascritto questo testo direttamente dal film, una lettera che ha toccato il suo cuore gentile. dedico queste parole al mio al mio amico serfer, dalla vita tormentata, che sa tirare fuori per me frasi ad effetto, tipo “ti voglio bene come a una principessa inca”. un pensiero d’affetto a tutti i miei amici che si sentono intimamente toccati da queste parole. e infine un saluto alla subrette mara carfagna perché i suoi discorsi non fanno una piega.

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