perturbazione di qualcosa

leggere parole sui miei passi pesanti.

[questo volevo dire. ora non posso continuare ché devo uscire. ma questo volevo scrivere. tornerò a casa e finirò questo post. è che volevo procedere così. forse all’infinito. forse fino a quando incontrerò due occhi scuri]

esco con la mia borsa preferita. dentro una busta. contiene tre fogli della mia moleskine. per ora è ancora lì.

[fuori piove. se ognuno di noi è un libro tra i tanti non siamo che pillole d’inchiostro, racchiuse fra note e pagine. non siamo che storie dentro storie più grandi e più piccole di noi. la storia siamo noi. il destino è nella storia. e poi il live. che fa rima con life. è un’altra cosa. e io li ho visti. e mi son piaciuti. ora piove. ora esco. ho una busta. la tengo stretta.]

prendo la macchina, mi aspetta nata. sono in ritardo. non è una novità. lei è di un’altra generazione. e capisco che mi trovo bene con le altre generazioni. con la mia invece fatico. mi sembra di non parlare la stessa lingua. sono sfasata lo so.

[è solo una ragazza che ha bisogno di magia e sa che il tempo ha fretta di fuggire altrove. ed è obbligata a crescere, ma che bisogno c’è? qual è il bisogno che muove il desiderio delle persone. e anche quando lo sapessi, avresti il coraggio di seguirlo?]

ci ripenso. nessuna generazione mi appartiene. anzi io non appartengo. certo non sono di proprietà. mi potresti prendere in comodato volendo. e dunque che ne faccio di me?

[qualcuno si dimentica oppure teme di essere dimenticato. così una storia scivola, accartocciando sempre un nuovo passato. e vorrei farne parte anch’io, ma non ricordo dove sono arrivato, ma soprattutto se è la mia o sono solo un meccanismo inceppato. per ora si è inceppato di nuovo il tergicristalli. mi affido al caso. se pioverà vedrò.]

nata è già sotto casa. mi vede, mi sorride. partiamo.

[roviniamo la moquette con la nostra gravità. roviniamo l’atmosfera con parole che non pesano più, che non servono a niente, non fidarti se puoi. tra qualcosa che siamo e qualcuno che vende che cosa rimane di noi?]

parliamo di tutto e di niente. parliamo e ridiamo. non ricordo la strada. se non la sai tu mi dice lei. non fidarti, le rispondo. e mi affido all’istinto. e trovo la strada.

[e tu la pensi proprio come me, ma ti disegni su un diverso tracciato. per me sei sempre una fotografia, perché mi manca sempre un pezzo per essere felice]

non c’è pargheggio. parcheggiamo? sì. a milano a volte basta volerlo. io l’ho voluto davvero? e ci avviamo alla casa.

[casa mia, casa mia, te la sei portata via. son rimasto chiuso fuori, torna prima che puoi. tu torna se puoi.]

ed è a un semaforo verde che incrociamo due occhi che dovevano essere in calabria. lì in mezzo alla strada, fra le macchine l’incontro del destino. quello a cui non avevo pensato, quello che mi sostituisce l’altro che avrei voluto. era così che doveva andare? eccoci di nuovo insieme, noi tre che abbiamo lavorato un anno e mezzo nel delirio. vi avrei dovuto insegnare i trucchi del mestiere mentre ho imparato così tanto da voi. ancora noi. ancora a ridere insieme.

[è una manciata di giornate di festa che fanno quello che speriamo di noi, e all’improvviso in mezzo al mio mal di testa ho ritrovato il desiderio di essere felice]

abbracci e sorrisi felici. dai andiamo. finalmente entriamo. una rampa di scale. il palco.

[e non canterò nel mio scrigno perché non ci credo. piuttosto mi domando volontà dove sei? non ricordo il giorno in cui ci allontanammo, troppo presi dai miracoli che fai. e restiamo qui seduti, sopra i resti di un’antica civiltà, saccheggiata senza il prezzo di un biglietto. che fatica mentre tento inutilmente di tornare sull’attenti attento agli ordini che dai. un anno in più non cambia niente]

sul palco loro. non li avevo mai sentiti prima dal vivo. sono bravi dal vivo. mi danno i brividi. cerco con lo sguardo e trovo occhi di donne ostili e vicinanze di uomini appiccicosi. parlo, mi animo e faccio cadere a terra la mia birra. una voce romana mi dice l’applauso è per te che cerchi di pulire questo pavimento zozzo con un tovagliolo rosso. sorrido.

[e se il dj stanotte non mi salverà la vita. giorni già cominciati sono quasi finiti, e io resto seduto coi pensieri incrociati. pensieri di come vanno le cose, di come tornano, si girano e si rigirano. come me che oggi mi giro e mi rigiro in questa stanza, in cerca di che?]

distrattamente una ragazza mi scatta una foto. e fa caldo, tanto caldo che pare estate.

[perso in calcoli che non contano, giugno, dov’eri scomparso? steso immobile, voglia di te, dei tuoi brividi, di solletico dell’anima. giugno, tramonto, rondini e amore. vento tiepido soffiami via. sono i sogni miei, queste rondini. giugno ti prego, portale l’anima mia]

e poi le chiacchiere, l’attesa. improvvisamente una cover.

I would say I’m sorry
If I thought that it would change your mind
But I know that this time
I’ve said too much
Been too unkind

I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try and
Laugh about it
Hiding the tears in my eyes
‘cause boys don’t cry
Boys don’t cry

I would break down at your feet
And beg forgiveness
Plead with you
But I know that
It’s too late
And now there’s nothing I can do

So I try to laugh about it
Cover it all up with lies
I try to
laugh about it
Hiding the tears in my eyes
‘cause boys don’t cry

I would tell you
That I loved you
If I thought that you would stay
But I know that it’s no use
That you’ve already
Gone away

Misjudged your limits
Pushed you too far
Took you for granted
I thought that you needed me more

Now I would do most anything
To get you back by my side
But I just
Keep on laughing
Hiding the tears in my eyes
‘cause boys don’t cry
Boys don’t cry
Boys don’t cry

il mio cuore ora batte pianissimo fortissimo.

[ma io volevo dirti “non m’importa, non importa quello che mi prendi, quello che mi lascerai. solo le parole nostre non rubarle mai”]

ti saluto. ti lascio al destino.

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10 pensieri su “perturbazione di qualcosa

  1. Proposta della settimana

    charlie haden: LAND OF THE SUN , la tierra del sol (con Gonzalo Rubalcaba) 2004. Due parole su mio padre…così si esordisce nel libretto del CD nel proporre queste musiche che sono un grande omaggio alle musiche latine da parte del grande contrabassista contemporaneo

    Igor Stravinsky: PETRUSHKA (1911) (CSO, G.Solti). Celebre balletto con la marionetta di legno, che esprime sentimenti. Anche qui le tonalità sono archiviate, il riferimento al passato è presente, ma il futuro è già conquistato!

    Ornella Vanoni: IO SI’ (1999). Ma è così strano “innamorarsi a milano”? “Io si”! e quando può succedere? in ogni momento anche s “e la chiamano estate” ogni stagione è buona per innnamorarsi “vedrai, vedrai”

  2. di.di.di. è che a volte ti mi cogli -forse involontariamente- e noi ci stupiamo. lo sai che me ne accorgo. bravo ragazzo, hai del talento. ma questo lo sappiamo tutti! 😉
    ora fo’ la pagilnella

  3. parole leggere Neru su pensieri pesanti, ti ho risposto, ma anch’io sono pieno di domande. La sensazione è che la magia e il tempo dialoghino assieme, si accompagnino per mano e ti avvolgano. Fuori la crescita avviene per necessità, dentro per movimento.
    Mi è caro il tuo modo di vedere.
    notte Neru

  4. meraviglia e stupore mi sono compagne. anche qui e ora.
    anche a me è caro il tuo modo di vedere e di procedere. sono contenta di fare un pezzo di strada inseme. sono conenta di pensare che c’è domani.

  5. Sono arrivata in ritardo lo so…sto recuperando adesso i post indietro! Non posso che dire: bel post per una bella serata…all’insegna del destino direi!
    E non ti rendi nemmeno conto di avermi insegnato tanto…sembra un’infinità di tempo ma sono state solo 6 settimane che mi porterò sempre dietro…

    [in macchina, ferme al semaforo]

    “Come sei carina stasera!”
    “Sciocchina per due straccetti che ho addosso!”

  6. rido!
    caspita mi è preso un colpo quando ti ho visto accà! questo post è stato scritto a più riprese per una settimana…nel senso che ogni sera aggiungevo un pezzo.

    nata nata. mia dolcissima nata.

    senti intanto siamo ancora indietro di un post su mastro birraio e poi dobbiamo uscire! ah manca pure il tè da me! ahahahah
    :*

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