ah, l’ironia

dicono che milano sia grigia, che sia triste.oggi però c’era il sole. ah, l’ironia, non ci prende alla sprovvista. è come una pioggia estiva che ci guarda naufragare dentro bacinelle sotto la doccia. sento un brivido alla schiena ma non ci sono pugnali dietro la tendina. il mio accappatoio giallo mi strizza l’occhio e già vedo la mia barchetta sul lavandino e il capitano sulla prua che urla non si metta in mare chi teme pioggia e vento!

sì c’era il sole che entrava dalle finestre ed è il vagabondare della ragione che preme per trovare la via. strade che si moltiplicano e si intrecciano come in un quadro di escher.

rediviva anomalia, solo una vena di malinconia, solo mia. non se ne vuole andare in questo giorno di primavera, abitato da sorrisi e mani che si confondono. facce davanti a me. e occhi che ti guardano per capire chi sei. non chiedermi chi sono, non lo so nemmeno io. una ragione non c’è e se c’è è quella più semplice, come la risposta. ti chiedi sempre se hai una risposta giusta ma non sai se la domanda era corretta. niente soluzione, è una lieve anomalia, solo una vena nel vetro. pensavo che non avrei voluto rompere vetri e invece sì.

questa sera coltrane mi ha scritto un messaggio allora com’è? come stai dentro? sasso o vento? sai vorrei essere sasso, rompere la mia teca di vetro e diventare vento, non voglio più inseguirlo. brezza o tempesta non importa, mi adatterò.

fra ieri notte e questa mattina milano mi ha fatto due regali, due errori di saggezza.

io sono qui. da qui partirò.

p.s. ringrazio valentina di tiamoancheoggi e i quintorigo per avermi prestato le parole 😉

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8 pensieri su “ah, l’ironia

  1. no perché dici così?
    milano sembra brutta ma ha dei particolari e degli aspetti che la rendono splendida. io pi mi innamoro dei particolari e degli spigoli. dici che è per questo che sono ancora single? oh, gesu!

  2. no Neru, è un vecchio detto mediovale, che mette il diavolo nei dettagli. Piacciono anche a me i particolari. a Milano non vivrei, mi piacciono le città medie, sono come le scarpe basse: le infili anche senza aprire i lacci.
    buon sabato

  3. bè perché non ci vivi e non ci sei cresciuto! il fatto è che a me piace mescolare e cambiare per restare sempre la stessa. a volte le metropoli te lo permettono. però baratterei milano per una città di campagna!

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