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le regole della relazione

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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hermotimus qualche giorno fa in un commento ha scritto questo

Jay Haley* diceva che detiene il potere chi ha l’autorità di stabilire le condizioni della relazione: chi detta gli argomenti, non chi parla; chi stabilisce quali sono i criteri per il comando, non -per strano che sembri- chi comanda. Ecco, per vent’anni le regole della relazione, in Italia, le ha stabilite Berlusconi. Quelli della mia età ricorderanno che l’allora PCI parlava di “egemonia culturale” – è troppo tempo che l’egemonia culturale in Italia è di destra. Temo si debba ripartire da lì, cambiare (dal basso) le regole della relazione, o se si preferisce l’ordine del discorso. Altrimenti sarà berlusconismo a vita (e io ho già una certa età)…

trovo che sia troppo interessante per non dedicargli un post.

ma più leggo queste parole, più mi domando come cavolo si cambiano dal basso le regole della relazione. da dove cominciare, per non rischiare di impnatanarsi al primo acquazzone?

qualcuno ha qualche idea?

*

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5 commenti

  1. Sammy ha detto:

    nella società l’egemonia culturale è basilare, determina le condizioni in cui avvengono le scelte delle persone. secondo me questa vale solo oltre le due persone… con due è proprio un altro film

  2. neru ha detto:

    sammy parlare di egemonia culturale in una relazione a due mi suona strano. in che senso?
    io penso che la parola egemonia fra due persone non dovrebbe nemmeno esistere. è come chiedere, preferisci la mela o la pera? due universi diversi possono solo mettersi in relazione a meno che uno non voglia fare il satellite dell’altro ma questa è un’altra storia. però ora che mi ci fai pensare, la parola egemonia mi pare che domini le scene della relazione come quella di autoaffermazione…vabbé ci penserò…

  3. fuliggians ha detto:

    se c’è bisogno di cambiare le regole di una relazione, allora quel che manca è una relazione vera!
    🙂

  4. hermotimus ha detto:

    Non esiste relazione senza regole per definire la relazione. Una relazione d’amore ha le sue regole come qualunque altra – e molte persone passano i migliori anni delle loro vite di coppia a decidere chi può decidere quali sono quelle regole.

    Quanto all’egeminia culturale, quella era una citazione del PCI anni 1970. Intendevo dire che – in politica – finché i temi di cui si parla sono decisi da Belusconi (o Bossi), la maggioranza sarà con loro. Ma non ho idea di come cambiare le regole della relazione dal basso. Per quel che mi riguarda è difficile, perché la maggior parte delle persone che incontro non vota Lega, a parte i miei pazienti, ma con loro non è legittimo fare discorsi politici…

  5. neru ha detto:

    FULIGGI: non restare sul personale! 😉 in parte scherzo. però ha ragione hermotmus. spesso noi cambiamo nel corso del tempo e così le nostre regole e se il rapporto non cambia anch’esso le regole, si rischia la progressiva e inevitabile fine…

    HERMOT: cacchio quelli che passano la maggior parte del tempo a decidere chi può dettare regole passano una vita d’inferno! 😉

    allora si dice egiminia?
    cmq intendi dire che le regole si possono cambiare solo instaurando nuove relazioni?
    come si fa a cambiare la cultura senza la presunzione di indottrinare? cioè a me non interessa se uno è di destra o di sinistra. voglio che ci sia rispetto per l’uomo. che siano garantiti i diritti che finora sono stati conquistati con tanta fatica. che si progredisca e non si retroceda, miseria!

    p.s. bè non proprio vero che non mi interessa se uno è di destra o di sinistra…che una *certa* differenza c’è! ma insomma, se quelli devono stare al potere che almeno…un minimo…

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