e guardo il mondo da un prisma

lo sguardo perso senza prospettiva e sto così ad ascoltare frasi che non vorrei sentire.

senta, scusi, è un mio compaesano. eh sa, sono amico di.

oh, italietta mia, fatta di compaesani e di amici di qualcuno che è uno come tanti, dopo tutto. e vi guardo. stupita no, per carità. ma inebetita sì, ché un po’ ebete lo sono sempre stata a guardare per aria le stelle e a sentire il profumo del vento.

c’è un oggetto verde sul mio tavolo, l’ha appoggiato mitile per me come un dono. lo lascio fra me e il mondo a cercare le mille facce che fa. e il mondo diventa tanto e movibile. lo sguardo si moltiplica e si colora di nuove possibilità.

narra la leggenda che hai mille facce e quella che non vedo è la tua.

[blackbird singing in the dead of night / take these broken wings and learn to fly / all your life / you were only waiting / for this moment to arise / blackbird singing in the dead of night / take these sunken eyes and learn to see / all your life / you were only waiting / for this moment to be free / blackbird fly.]

e vedo le mie dracene. il monitor rimanda segni che non riconosco. oggetti nuovi persi nell’aria come le note dei madredeus che ritrovo sulla pelle e nei pensieri.

não é nenhum poema / o que vos vou dizer / nem sei se vale a pena / tentat-vos descrever / o mar //e eu aqui fui ficando / só para o poder ver / e fui envelhecendo / sem nunca o perceber / o mar.

[non vuole essere una poesia ciò che sto per dire, non so nemmeno se vale la pena cercare di descrivervelo. il mare. sono stato qui fermo in piedi, solo per essere capace di vederlo, e sto diventando vecchio senza capirlo. il mare.]

poi entra un uomo dai capelli bianchi e ricci. si incanta a guardarmi, il mio sguardo gli chiede perché, lui risponde perché si perde tempo fra sordomuti? e cominciano a fliure le parole fra noi. bambina svegliati questo è un mondo di merda, te lo dico io. ma io finchè ci credo non mollo. perchè mi guardi da un prisma? perché mi piace guardarti così, con mille facce, mille angoli, spigoloso come sei. ma che ti credi? tu alla fine combatti contro il sistema. ma perché vuoi combattere contro i mulini a vento? non pretendo di cambiare il sistema, lo sai, ma perché mollare? per tirare a campare? bambina ciò che ci manda in crisi è “come” coltivare la speranza. sai io mollerei, ma lo farei per il particolare, l’insondabile. poi c’è una forza di gravità che mi tiene qui fallita, stupefatta ma sempre io.

io che ho il cuore nelle orecchie e le orecchie nelle note e le note nelle parole. ed è un soffio di spirito e un pensiero lontano che mi porta via per un attimo.

a calm port of call / of a greater future / perhaps already lost / in the present fears / it does not make much sense / to be not waiting for the best / which is now coming from the mist / the early promise / when i saw the sea at large / there i stood / just watching / and i sing the will of you / and i sing at your awakening / and embracing saudade / i sing the passing of time/ when i saw the faraway sea / there i stood / just watching / when i saw the faraway sea / i stood there without noticing.

e io chiedo come la chiudiamo?

e tu con un punto.

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7 pensieri su “e guardo il mondo da un prisma

  1. bentornato highlander! portato il whisky dalla scozia, eh? mi sto già sfregando le mani!
    ma come ehhh? perché è una domanda la tua, no?
    lo so che ti piacciono i post corti ma questi sono proprio la neru e poi ieri sto prisma mi ha preso un sacco. oh, ma non sarai anche tu come mitile?! per lei, sembra che io sia innamorata del signore dai capelli bianchi e invece stavamo parlando di politica e società…la passione caro…mi sa che vale per tante cose. certo qua e là ho fatto dei riferimenti, ma bravo è chi il soggetto capisce. scommettiamo? così perdi ancora e stavolta mi offri birra per tutta l’estate? questo inverno mi sono diverta proprio a scroccarti birra! 😀

  2. no arki, non ti preoccupare, non ha capito un cazzo nessuno!
    allora lo sai che io viaggio con la mente e poi scrivo e poi mi guardate come a dire ma tu sì pazza! perciò cara, tutto nella norma!

    allora ieri, giornata di merda al solito. ascolto convesrazioni demenziali. poi tornata in ufficio, mitile mi dà in mano un prisma, un oggettino cilindrico molto carino, di legno colorato di verde con una lente particolare a un’estremità. mi sono messa a guardare in giro con quel coso piazzato su un occhio. poi è entrato in ufficio il tipello dai capelli bianchi. dovevamo scrivere un testo delicato e a un certo punto ci siamo messi a parlare di società e poi di politica. mentre lui parlava io lo guardavo con quel prisma sull’occhio. lui non ha fatto una piega. mi ha solo chiesto perchè. non ha mai riso. un figo! anzi mi ha dato ragione e abbiamo parlato di facce, possibilità, letture diverse. poi a un certo punto si è alzato per andarsene e il testo non era finito. io ho chiesto come finivamo, e ho aggiunto: almeno la frase, come la finiamo? e lui mi ha detto: con un punto ed è uscito. giuro. è andata così. quell’uomo è un figo! 😀
    capito mi hai? poi ho fatto sto post. e sulle mille facce ho pensato a una persona che tu sai. stop.

  3. oh, ma nessuno mi dice che ho tradotto male dal portoghese? che poi ho tradotto dall’inglese ma ho capito di aver sbagliato leggendo il portoghese che non so? madò…ora lo aggiusto. certo che non si può proprio contare su nessuno! 😉

  4. Coltivare la speranza è come coltivare tulipani, belli, durano il giusto e se si tengono i bulbi, rifioriscono. E brava Neru, con vena coldiretta.
    I tipetti con capello bianco, magari riccio, sono esperti di conclusioni e di punti e virgole.

  5. avrò vena coldiretta ma poco pollice verde! se rifioriscono le piante in ufficio, soffrono quelle a casa e viceversa. che ci sia un nesso?
    ti dirò, i tipetti col capello bianco sanno un sacco di cose, dicono poche parole ma ben piazzate. però io di solito soffro quando sento la parola conclusione, che secondo me non si è mai esperti abbastanza per qualsiasi tipo di conclusione. io direi che sono più esperti in giochi di prestigio.
    poi inizialmente avevo capito anche una certa qual esperienza in punti e virgola e ho pensato, bella sta cosa fichissima! e se ci attrezzassimo per essere esperti in punti e virgola?

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