l'alba dentro l'imbrunire

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Monthly Archives: aprile 2008

invettive d’amore

oggi al lavoro, la triade si è data da fare per risolvere quello che chiama il mio problema: devo trovare marito. secondo loro, comincio ad avere una certa età. non ti poni degli obiettivi, mi dicono.

è stato un discorso lungo e animato, tanto da farmi dire a un certo punto scusate dovrei lavorare.

certo devo aver sbagliato frase, perché mi hanno guardato perplesse e hanno continuato con i ragionamenti, i loro racconti e le invettive.

ne parlerò domani, ché ora sono un po’ provata.

ma una cosa volevo dire qui oggi, magari poi me la dimentico, magari ci ripenso. così è adesso il momento.

a volte, credo che il problema sia contenere l’amore.

e mo andò vado?

dunque sono in pieno nel ponte 25 aprile – primo maggio e ho ancora il fondoschiena piantato á la maison e al lavoro. il primo maggio mi hanno piazzato una cosetta a cui non posso dire di no.

poi dovrei risolvere alcune piccolezze tipo mettere a posto le carte che stanno intasando casa, e fra queste ci sono sciocchezze come le multe che non ho ancora pagato o conti da far tornare, qualche progetto che ristagna, qualche the end da scrivere a caratteri cubitali.

perciò, destinazione roma è definitivamente saltata -mi spiace elis e paulus! mi spiace tantissimo neru!-. pensandoci bene magari non mi ramarico più di tanto.

detto questo, ho deciso che torno alle mitiche gite in solitaria che mi facevo da studente. dito sulla cartina, e via, vai di treno e di gambe. in mano la macchina fotografica, magari l’indicazione di un museo e nessuna cartina per potermi perdere nella città. ho voglia di vagare sorpresa e spensierata, cercare il mio io in strade sconosciute, ché poi se lo chiamo magari mi risponde.

in verità, credo che sia questa primavera intermittente, che ti sveglia dal letargo un po’ sì e un po’ no, a fregarmi innestando pensieri strani. poi per caso, succede che ascolti una canzoncina della vanoni e -bella lì- sei pressoché spacciato perché ti fai frantumare gli zebedei dal ritornello.

È uno di quei giorni in cui
Rivedo tutta la mia vita,
Bilancio che non ho quadrato mai.
Posso dire d’ogni cosa
Che ho fatto a modo mio
Ma con che risultati non saprei.

E non mi son servite a niente
Esperienze e delusioni
E se ho promesso, non lo faccio più.
Ho sempre detto in ultimo
Ho perso ancora ma
Domani è un altro giorno, si vedrà

certo che parlare di bilanci mi pare una parola grossa. non so, sarebbe meglio farsi due conti, magari quelli della serva tanto per gradire. ché poi i conti non tornano mai, è assodato. allora perché preoccuparsi?

così per ora mi limito a un percorso solitario senza pensieri. il quando è stato deciso. ci vado sabato.

il dove no. le città papabili sono:

mantova. una possibile mostra è la forza del bello

ferrara. c’è una mostra su mirò tra l’altro

ravenna. mostra sponsorizzata la cura del bello

mo’ fra la forza e la cura del bello preferisco la cura battiato -e penso ad alcuni anni fa quando jules al concerto del primo maggio a roma mi fece ascoltare la cura dal cellulare in diretta mentre pucciavo i piedi sul tirreno e sistemavo la mia tenda in una piazzola attaccata ai bagni, ricordi cipi?-

comunque non divaghiamo. indipendentemente dalle mostre, il problema che si pone è: dove vado? qualcuno ha suggerimenti? alternative valide?

Il principe viola e la sposa

c’era una volta ma anche due volte fa o forse no, un principe azzurro che viveva in una casa lontano dalla città. in una notte buia e tempestosa, le lame si fecero affilate, i cuori in alto pavidi e freddi perché nessuno sapeva più che pesci pigliare. i villani erano stanchi e senza speranza.

nulla andava per il verso giusto e fu il verso del fool che accese la lampadina a petrolio del principe: trovare una sposa, trovare la ragione di una passione sopita e mai esperita. saltò in groppa al suo baio e si mise in cammino. il re e i suoi cavalieri potevano seguire in diretta, su uno schermo lcd, le ultime cavalcate e le spose rubate, ma nessuna faceva al caso irrisolto. paura e trepidazione solcarono i bei volti.

fu così d’incanto e di spavento che il principe s’imbatté nell’ultima sposa che pareva rimasta. era lei? come essere sicuri e poi perché? quale stella cometa la stava indicando? non capiva se fosse bella o brutta ma temeraria e spaventosa lo era di sicuro, così spaventosa che gli sembrò di quel colore tendente al brutto. e furono alla cartina di tornasole. il principe nel baciarla diventò viola per la vergogna che in diretta vedessero il frutto delle sue conquiste. fu allora che decise di rivolgersi alla ditta specializzata APPDPSPBPC [aiuto per principi disperati perché sposeranno principesse brutte] gestita dalle migliori streghe sulla piazza.

la strega piazzata lo guardò e gli disse hai due possibilità per risolvere il tuo problema.

la prima, eliminarla. e qui ti si apre un ventaglio alla nutella dove non devi dimenticare l’ingrediente principe e cioè l’indifferenza. puoi tradirla, strozzarla, pugnalarla, impiccarla, lapidarla, avvelenarla, congelarla, bruciarla, al rogo o alla brace, friggerla, farla bollita con brodo, però aggiungici un po’ di alloro e non dimenticare le patate, farla al forno, anche qui le patate ci stanno sempre bene.

la seconda, farla diventare rassicurante e ti apparirà da crisalide a bella.

il principe ci pensò su ma non più di tanto che non sapeva per quale motivo fosse disperato. fu allora che disse la seconda che hai detto. parola di quelo.

p.s. il principe non seppe mai come avesse fatto la strega a rendere sua moglie così bella

n.b. la strega non aveva mai visto la moglie del principe viola, figurarsi se ne aveva il tempo! un piccolo trucco da ragazze col gloss, un incantesimo agli occhi del principe e oplalà. solo lui vedeva la sua sposa meravigliosa

n.b.2 neru ringrazia blondie bike per aver scritto gran parte della storia e averla sceneggiata

n.b.3 la morale è sempre quella. tu cerchi la risposta, ma la risposta non la devi cercare fuori, la risposta é dentro di te, e peró é sbagliata! e allora chiedilo a quelo

che poi più forte dell’odio è l’amore. più forte dell’amore è… mike tyson, per esempio -ed è corrado guzzanti che docet, forevva END evvar-

la mano sulla culla

è la mano che governa il mondo.

mi sono ricordata di un post dove mi sono meravigliata che i rappresentanti di destra fossero tutte donne. molte madri.

e mi sono ricordata che le donne del berlusca si divertivano in campagna elettorale a fare torte e si divertivano a sentirsi dentro a un reality. si sono divertite un sacco a sentirsi protagoniste.

e mi sono ricordata che molte donne di destra sono veline o desiderano esserlo. e i culi fanno girare la testa e i voti.

e mi sono ricordata che molte donne di sinistra sono state sotto tono ultimamente. come se fossero stanche.

e mi sono ricordata che diverse mie amiche o conoscenti stanno con uomini di destra. molte sono amanti. altre sono tradite e lo sanno e fanno finta di niente o non lo sanno e fanno finta di niente. e non avevo mai creduto che qualcuno potesse pensare che fosse un problema di destra o sinistra, ma ho sentito discorsi strani, tipo: gli uomini di sinistra sono troppo idealisti, sono poco fedeli, sono indecisi, sono…

confesso, gli uomini di destra non ce l’hanno duro, tradiscono tanto quanto e insicuri tanto quanto.

confesso, la maggior parte degli uomini di destra che ho conosciuto sono tanto maschilisti che non potevo crederci.

confesso che la maggior parte degli uomini di destra usano spudoratamente le donne.

confesso che ho provato sulla mia pelle la differenza e la differenza si sente e non dico stronzate. con gli uomini di sinistra ho potuto discutere, litigare, ridere, scherzare, infervorarmi, vincere e fallire; per quelli di destra ora sono dolce, carina, una bambola, una donna per le mille occasioni di rappresentanza, una donna da usare perché risponde con gentilezza. una femmina che sa delle cose che possono servire. ma zitta e respira senza far rumore.

e questo è quanto.

detto ciò. auguri donne per i prossimi anni.

ah, un’idea fra le altre è dare incentivi alle donne perché restino a casa a fare i figli. nessuna rottura di palle sul lavoro che non sia decorativo.

d’accordo, è uno sfogo. è una mia personalissima visione.

e lasciatemi sfogare…

occhei, occhei.

UPDATE: ed emilio fede disse «…La domanda del nostro sondaggio è: ora che abbiamo vinto le elezioni, come ci spartiamo le donne della sinistra?» [corrado guzzanti in avanzi 1991]

parole parole parole

a roma vince alemanno della destra -an- sociale

rutelli dice ho perso sulla sicurezza

eh ma miseria ladra però -dico io-

per veltroni è una sconfitta grave e pesante

eh, ma va? vah vah…

sinistra, ti va di fare l’araba fenice?

the bride kill(s) [the] bill

…poi sembrava di stare a una festa. il parco era pieno di gente. ho rallentato e mi sono guardata meglio intorno. non era il flauto che sentivo.

ero come in una bolla di cristallo a osservare il mondo. e mi sono improvvisamente distratta. luis bacalov dirigeva the grand duel. e ho pensato che proprio ieri ho avuto voglia di rivedere la parte seconda di kill bill. tarantino se la rideva, la sposa un po’ meno, fino al finale. fino al pavimento di un bagno di una qualsiasi stanza di motel. adoro quel film. adoro l’ultimo duello.

bill dice alla sposa che sarà sempre una killer, inutile cambiare il proprio destino.

infatti lei lo uccide e se ne va con la sua bambina a fare la mamma.

con un sorriso, sono uscita dal parco.

ho dato musica ai miei pedali, così a miei pensieri. the mercy seat [johnny cash] ha visto spuntare the moon [cat power] ed è arrivata the night [morphine].

poi è finita la batteria ed ero a casa. ho salutato. buona sera casa.

il parco nord al parco sud

abito nei pressi di un parco. si chiama parco nord ma sta al parco sud. sarà per questo miscuglio di alto e basso che racchiude un mondo.

lì ci vanno tutti ma proprio tutti. i ricchi e poveri, i cantanti e gli stonati, gli italiani e gli stranieri, il vecchio e il bambino, i fratelli con le sorelline e le sorelle col fidanzato. gli uomini che incontrano l’amante e quelli che vogliono mantenersi in forma per trovarla, le donne che non si vogliono sentire vecchie e quelle che desiderano stare un po’ in pace a leggere il loro libro preferito. ci vanno in gruppi o singoli. vanno a prendere il sole, a giocare a cricket, a frisbee, a calcio e a pallavolo, a seconda della nazionalità.

trovi sempre qualcuno sia che ci sia il sole sia che piova a dirotto. qualche settimana fa un ragazzo era piantato in mezzo a una stradina del parco senza ombrello mentre scrosciava di brutto, scriveva un messaggio proteggendo il cellulare con il suo giubbino di pelle, poi è rimasto lì a prendersi tutta la pioggia forse aspettando l’amata, forse piangendo ché, come dice jim morrison, le lacrime così si confondono.

parte dei cestini sono a forma di orso. un giorno di primavera una bambina chiese alla nonna mi tieni la carta del gelato? dalla all’orso, le rispose. la bambina zampettò fino all’orso, lo guardò e gli disse orso vuoi la mia carta? e con un rapido gesto gliela cacciò in bocca e fuggì via. arrivata dalla nonna le disse ho chiesto all’orso se la voleva e lui l’ha presa. brava, si sentì rispondere e tornò a giocare felice.

nel parco ho ascoltato i discorsi più interessanti di politica. stanno lì ore a discutere e a passeggiare e sono donne e uomini, italiani e stranieri.

i peruviani fanno i pic nic, i moldavi passeggiano, gli indiani giocano, gli italiani prendono il sole o leggono, i bambini hanno la bicicletta, i più piccoli sono nel passeggino e gli adolescenti hanno i rollerblade.

ascolti mille lingue e ogni volta che passo di lì mi domando come sarebbe bello se il mondo fosse così.

oggi ci sono passata in bicicletta. avevo il sole fra i capelli, e la brezza sul viso. le grida e il vociare erano musica nelle orecchie mentre alanis morrisette cantava that i would be good, even if. ha continuato. that I would be good whether with or without you ed ero senza te a metà parco, poi…

cavalcare l’onda delle possibilità

Perché la gente fa sesso? Uno studio condotto dall’università del Texas ha scoperto che esistono 237 motivi diversi, da “volevo comunicare in modo più profondo” a “volevo aumentare la mia autostima” o “volevo avvicinarmi a Dio”. Ho scoperto, Bilancia, che nelle prossime settimane i tuoi motivi per fare sesso saranno 25, contro la tua abituale media di otto. La logica suggerisce che andrai in cerca di esperienze erotiche tre volte più del solito.

dal sito del settimanale internazionale.

uhhh, mi si preannuncia un’ottima settimana…purché i motivi si scoprano reali…

ma…solo otto? certo ne basterebbe uno.

dopo il 25 aprile

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia
è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora

e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira

daniele silvestri

libera nos a malo

liberiamoci delle colpe

rivestiamoci di responsbilità