ci vuole del metodo

situazione 1.

ovvero ci vuole del metodo ad essere massaie.

sei a casa perché ti sei presa un giorno di vacanza e pensi che potrai fare mille cose per te. intanto ne approfitti per mettere a posto il casino che definisci casa. capisci che nemmeno se chiami il pronto intervento, la ditta di disinfestazione e i santi protettori delle colf, riuscirai a sbrigartela in poco tempo. allora inizi dalle piccole cose, tipo sfruttare tutto il pane secco che hai e che esce fuori anche dai cassetti per renderlo un ottimo pane grattuggiato. appena ti metti all’opera cominci a maledire gli aggeggi elettronici e ti chiedi il motivo per cui non hai perfezionato nel tempo la tecnica dei lego, poi tagli il pane secco ferendoti immancabilmente. la svolta avvviene solo quando pensi che quella roba dura che devi sbriciolare è un certo qualcuno che non sopporti da tempo. e tutto fila via liscio come l’olio.

situazione 2.

ovvero ci vuole del metodo per diventare scalatori del lunedì di pasquetta.

amate la montagna ma vi porpongono una cosa che sta a metà tra il lago, le verdi innevate colline un po’ alte, e una passeggiata toccata e fuga? dite di amare la montagna e la compagnia ma ve ne stareste al caldo delle vostre coperte? bene, la gita parte con una certa apprensione e magari un po’ in ritardo… per salire all’alpe un solo motivo: la pantagruelica mangiata che vi aspetta. per scendere lo stesso solo motivo. rotolerete immancabilmente un po’ indigesti fino a “valle” diretti al tavolino di un bar in cerca di un tè caldo.

situazione 3.

ovvero se non cerchi, trovi ma non sei preparato. e il tuo metodo ha una falla. miseria ci vuole un metodo.

dovete recarvi in quel di padova dai parenti e decidete che sto viaggio s’ha da fare ma non ne avete tanta voglia? pensate che durante il viaggio potreste incontrare qualcuno di interessante ma vi rassicurate che tanto statisticamente è improbabile, e chi se ne frega. ché poi avete dormito quelle quattro ore, che tanto anche se vi fate la plastica si vede che siete uno straccio? bene, prendete il treno serene. davanti a voi sarà seduto un figo stratosferico e per di più simpatico. non vi resta che scivolare lentamente sul sedile nascondendovi la faccia e pensare merda merda merda.

11 pensieri su “ci vuole del metodo

  1. il pane lo si fa grattuggiato con un bel martello, è un metodo tradizionale tramandato di generazione in generazione. Al massimo, se non si dispone di un martello, una grattugia, ma mai e poi mai utensili elettronici

  2. azz! vedi? ti dovevo consultare prima! ma poi non rimangono pezzi troppo grossi? come fai a fare l’impanatura? cmq è tremendo, sto chiedendo a un maschio i consigli da massaia! …come cambiano i tempi! 😉

  3. il trucco è prima martello poi mattarello, avvolgi tutto il pane in uno strofinaccio o in un sacchetto, come preferisci…
    sia chiaro che il pane deve essere proprio secco, il metodo purtroppo non funziona con tutti i tipi di pane, tu che pane hai?

  4. ma tu sembri mia mamma quando ero piccola piccola! come che pane ho? pane vecchio, no? oibò! c’è un pane speciale anche? questa volta credo fossero francesini. ma bucky, se mi fai troppe domande si scopre che sono una chiavica e io in tempi non sospetti facevo delle cene buonissime. poi sono andata a vivere da sola e in un monolocale chi vuoi che inviti? ormai ho perso la mano e i trucchi direi! ma dici che devo provare il tuo metodo? 😀

  5. oh, mamma! 😀
    ad ogni modo bucky non mi fa impressione! fino ad ora in un modo o nell’altro ho avuto tre mamme! sei una delle tre o vuoi fare la quarta? 😉
    no no a me interessa questa cosa del pane! non ho capito bene la storia del tipo di pane ma mi ricordo che anch’io facevo così. stasera chiamo mia mamma, vah! e glielo chiedo! oibò 😀
    oh, se si organizza una cena tu fai uno dei cuochi! ok? finora ho solo cuochi maschi per le cene di gruppo! ahahah!

  6. esatto! infatti diciamo pure al mondo intero che ti ho chiamato DOPO e non DURANTE! guarda stavolta era servita in un piatto d’argento! ma lo sai che a me non piacciono i modelli… ché anche se son simpatici… che ci posso fare? lo so devo cambiare testa… lo so a caval donato… 😀

  7. maaaaa…quante storie!!! non ti piacciono i modelli! e chi l’ha detto che questo pendolare faccia il modello?
    la prox volta vai nella toilette e chiamami DURANTE e non DOPO!! capitooo????
    sti treni hanno una brutta influenza su di te

  8. amica fidati! dico mai cazzate io? 😉 …e non è un pendolare!
    cmq, promesso mi chiudo in bagno la prossima volta! ahahah!
    oh, ma io amo viaggiare in treno e parlare con il mondo e sentire l’odore del mondo e farmi pure i fatti miei mentre il mondo gira e vive e parla…
    l’ho detto no? mi manca il metodo. e chi megliettè mi può aiutare? 😉

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