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3 di 3 – perché odio saturno e amo leggere

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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piperita patty: “un elenco di letture estive”… cos’è mai?

marcie: l’insegnante spera che noi leggeremo un po’ durante le vacanze.

marcie: questi sono i libri che lei suggerisce di leggere per puro diletto.

piperita patty: per cosa?

diciamolo, all’inizio, quando sei piccolo, leggere è una scocciatura. ma soprattutto è una grandissima fatica ogni volta che inizi a leggere ogni singolo libro.

non subito però. diventa una rottura più o meno quando arrivi a un quarto del libro. per me, è come salire lungo un sentiero di montagna. all’inizio si è pieni di buone intenzioni, ma a un certo punto uno si domanda chi me l’ha fatto fare?

poi quando arrivi alla fine, in cima, sorridi e dici che figata! se ti senti giovane, sennò ti dai una pacca morale sulla spalla e ti dici brava, guarda qua! ne è valsa la pena.

perciò leggere per diletto è una cosa che si impara. e come dice jeannette winterson, è un esercizio che mette in moto tutte le risorse del corpo e della mente.

non è la razionalità, non la logica ma la strana rete di percezioni sottili che mi permettono di usare l’immaginazione, che mi insegnano ad amare, un rifugio dove posso riconoscermi e trovare tenerezza, dove a volte riesco a cogliere la metrica essenziale che dà ritmo all’esistenza.

perché leggere è un atto d’amore. pennac aggiunge che, come l’amore, è un modo di essere. e pioché riguarda l’amore è un atto gratuito. per lo scrittore francese, l‘uomo legge perchè si sa solo. la lettura non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui. piccolissime, segrete connivenze che dicono la paradossale felicità di vivere, nel momento stesso in cui illuminano la tragica assurdità della vita. cosicché le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere.

resta il fatto che di fronte alla lettura siamo soli. mi sono sempre chiesta di quale solitudine si trattasse. quella legata a saturno? perché saturno nell’astrologia simboleggia la limitazione dell’individuo, come rinuncia e solitudine, rappresenta il rigore e la perseveranza e riflette le necessità alle quali nessuno si può sottrarre. sapere in quale posizione sta saturno nel nostro segno zodiacale ci fa scoprire le difficoltà che dovremo superare nel corso della vita, la resistenza alle crisi, le restrizioni da affrontare e il tipo di solitudine che viviamo.

perciò la lettura è proficua? è, cioè, vantaggiosa? mi produce ricchezza? o mi lascia nel limbo di un’esistenza sulla quale incombe un grande punto di domanda, come una spada di damocle?

so solo che la lettura, qualsiasi lettura è ossimorica. è un atto d’amore, è solitudine, è condivisione, è esclusiva, è personale, è benevola ed egoista.

ma soprattutto la lettura trasforma. trasforma il pensiero, e alla fine l’esistenza.

un’esistenza che ti dicono essere unica ma che scopri di condividere con migliaia di persone. io per esempio sono sempre scambiata per qualcun’altro e mi si attribuisce un numero variopinto di nomi senza che sappia il perchè.

davanti alla mia pizza che avevo ormai finito, giovedì sera fuliggi mi ha detto che assomiglio ad anne, la protagonista del fumetto “perché odio saturno”. ho aperto a caso e ho letto.

anne: detesto questo posto. qui tutti hanno priorità distorte.

rick: al mondo tutti hanno priorità distorte.

anne: ma in questo bar, tutti hanno le stesse identiche priorità distorte! io sono in assoluta minoranza.

rick: ogni cultura e sottocultura ha le sue regole immaginarie. è come un gioco, come il pocker. per far funzionare un gioco, tutti devono adottare una serie di valori illusori.

anne: la vita è un gioco. nuova questa, rick.

rick: alcuni sono giochi di guerra, giochi di fortuna, giochi mentali, giochi economici.

anne: che vuoi dire?

rick: il twister. vince chi si distorce di più senza cadere. dammi quella caraffa.

nel frattempo avevamo finito le nostre birre, i frutti di mare non c’erano più. così, abbiamo chiesto il conto e siamo usciti.

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5 commenti

  1. neru ha detto:

    madò per fortuna che è finita sta mia maratona immaginaria! alor fuliggi che dici? na pizza, eh?
    io mi sa che ho fatto indigestione di frutti di mare virtuali! voglio una frittura mistaaaa!
    e da domani si cambia! ehmmm chi scrive per me? ^^

  2. Bucky ha detto:

    ma scusa, come hai aperto a caso? e la regola di pagina trenta è andata a muffolandia?

  3. neru ha detto:

    allora per fare bella figura dovrei dire che non lo stavo acquistando ma che si trattava di un fumetto in prestito e dunque vale la regola del caso. se ti volessi dire la verità, dovrei ammettere che questo post è tutto costruito e il dialogo fra i due protagonisti:
    1.chiude il cerchio con il primo
    2. mi ha fatto capire che fuliggi quando parla, dice cose che ha letto e poi mi viene a dire che la lettura non è importante
    3. mi spiega il caso degli avvenimenti

    la costruzione di questi 4 post è stata un po’ una fatica. cioè fatica a tradurre in poco tempo in un post un percorso e una serie di rimandi e di citazioni. fatica ma grande divertimento. il silenzio che hanno decretato però mi ha detto che ne ho di strada da fare per riuscire a lasciare le bricioline lungo il sentiero come pollicino!
    madò che discorso contorto. oh, adesso decido per il reset o la lobotomia e metto il tasto leggerezza e semplicità! ok? 😉

  4. neru ha detto:

    ecco che mi hai incuriosito. malefico bucky! 😉
    ecco cosa c’è scritto:
    “sapete, la cosa buffa di quando sono ubriaca io, ed è la sola cosa buffa di quando sono ubriaca, beh la cosa buffa è che ho paura che la gente se ne accorga. la cosa fantastica è che, sforzandomi di apparire più sobria possibile, finisco per esagerare nel contrario. è sempre stata fonte di divertimento per gli amici che sanno quello che sto facendo”.

    ecco non andava proprio bene per me e per il mio testo, perchè sono sempre sobria e sembro sempre ubriaca! vedi tu! 😉

  5. fuliggians ha detto:

    ehi, mi si accusa di plagio, quando io ancor prima di iniziare la nostra conversazione pro post, ti avevo ben avvisato che ti avrei riportato un concetto ELEVATISSIMO da un fumetto in cui tu ci sei (e non dir di no!!) a dimostrazione di come sia valida la tesi secondo cui tutti i casi della vita possono essere ricondotti e spiegati da una metafora fumettofila! (e anche quanto appena scritto viene da un fumetto: the eater)

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