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scrivi bestia!

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

la scrittura è per tutti? e la bella scrittura?

mi hanno sempre detto che per imparare a scrivere bisogna leggere tanto. sono d’accordo. ma per farsi leggere? che poi mi è sempre sembrata una cosa vanitosa. quella di cercare di farsi leggere, dico. ma se ti fai leggere vuol dire anche che ti fai capire? io non credo. allora cosa è importante? leggere, scrivere, farsi capire o farsi leggere?

francamente non lo so. francamente a ognuno la sua scelta. e mentre cerco di fare la mia, mi guardo intorno e stimolo la mia curiosità che non fa mai male.

c’è un sito che poi ha un blog, che poi ha altri ammeniccoli vari -non di poco conto- molto bello e molto famoso, dove tutti quelli, che per fortuna o per sfortuna hanno a che fare con la scrittura, vanno a spulciare. è il sito di luisa carrada, il mestire di scrivere. nel suo blog ho letto una cosa molto carina che vorrei riportare, sperando che non dispiaccia alla blogghera carrada, ma insomma il bello dei blog è anche che le informazioni circolino!

luisa carrada traduce e riporta uno dei cento modi proposti da tom peters -una celebrità nel mondo del marketing- per “avere successo e fare soldi“.

ecco quello che scrive:

Sono un ingegnere.

La matematica viene prima di tutto.

Ovvio.

Scrivere non mi è mai venuto facile.

Tuttora non scrivo un granché, ma almeno mi esprimo. E forse sono riuscito a trovare la mia “voce”.

E sapete perché?

Perché mi sono fatto un mazzo così!

(Mi sono fatto un mazzo = Ho scritto un sacco.)

Scrivere bene è importante!

(Può muovere montagne.)

(E’ altamente probabile che non diventeremo un grande scrittore, ma – cavolo! – possiamo diventare molto meglio di quello che siamo… ed è la cosa che conta.)

Quindi: fatti un mazzo a scrivere, dalle email ai post del blog, fino alle lettere a tua madre.

non c’è che dire, in ogni caso bisogna farsi il mazzo sempre!

mitile oggi, quando le ho letto il pezzo, mi ha detto che anche se scriviamo bene, a volte il problema restano i lettori. già i lettori sono un grande enigma. di nuovo, però, non saprei. potrei mai sgridare un lettore perchè non mi capisce o non mi vuole capire? ma le poesie non sono di chi le legge? certo è che se il testo si deve far leggere per questioni pratiche allora il discorso cambia. vabbè ma tanto il mio blog non ha questioni pratiche e per ora i miei lettori mi danno grandi soddisfazioni, poi si vedrà! 😉

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12 commenti

  1. willyco ha detto:

    Se le montagne restano dove sono mi sta bene, pensa se uno scrive bene e ti sposta le montagne senza avvertirti, vai a fare una camminata, a me piace molto camminare, pare faccia bene ai pensieri e allo scrivere, nel senso che ne l’uno ne gli altri sono stabili quando si cammina, anzi si dileguano e invece di trovarmi il sentiero solito mi trovo una pianura. E tutto perchè uno che scrive bene non è stato al posto suo, chi la rimette a posto la montagna adesso, uno che scrive male? Di quelli ce ne sono tanti, forse è per questo che le montagne sono al loro posto, perchè per uno che scrive bene, tutti gli altri che scrivono da culo fissano le montagne. Ma non ho capito: se uno che scrive bene agisce anche sul mare?

    Sciocchezze a parte ho apprezzato segnalazione e post. Notte notte.

  2. neru ha detto:

    ecco perchè sono soddisfatta dei miei lettori!
    allora, per me il problema è tutto di maometto e di mosè. vedi tu. notte!

  3. hermotimus ha detto:

    L’interpretazione appartiene sempre al lettore. Noi non possiamo controllare che cosa/come sarà compreso di quel che scriviamo. Io adotto la posizione che segue: mentre scrivo sono molto attaccato a quello che faccio, cerco di ripulirlo il più possibile, lo sento molto “mio”; una volta che ho finito di scrivere, quel che ho scritto per me ha una vita indipendente, non mi riguarda più – che se la sbrighi da solo, insomma. Un libro che ho scritto non è me, (come avrebbe più o meno detto Picasso), lui è molto più piccolo, e più rettangolare, e ha persino più spigoli di me (otto, per la precisione)…

  4. neru ha detto:

    quando si parla di geni…
    ma è proprio quel passaggio dal sentirlo “mio” a lasciarlo nel mondo che è difficile. c’è un momento in cui bisogna dire: basta, sei adulto vai da solo con le tue gambe! ma poi ogni tanto ti senti cantare quella canzone di jacques brel che dice ne me quitte pas…
    ed è difficile sostenere il giudizio e l’interpretazione degli altri perchè comunque resta una parte di me.
    cmq maestro io sta cosa degli spigoli me la rivendo…lo sappia! è geniale come lei! 😉

  5. Bucky ha detto:

    Lettore a rapporto!

    Uhm… per me è vero a parole, il libro, una volta scritto, ha una sua vita indipendente. Dovrebbe essere così. E’ certamente così.
    Però io ci ricasco sempre, nell’abbattermi, se poi qualcuno me lo spiega in un modo diverso da come l’avevo pensato.

    La dedizione e l’impegno sono una costante che ritorna in tutti i manuali di scrittura, un motivo ci sarà.

  6. neru ha detto:

    già un motivo ci sarà. ma se dopo anni di impegno e dedizione scopri che non sai nemmeno scrivere la lista della spesa? perchè vai al supermercato e porti a casa altro? eh, che si fa?

  7. Bucky ha detto:

    Si manda qualcun altro a far la spesa, semplice! : )

  8. fuliggians ha detto:

    ehi, il mestiere di scrivere è tra i miei 5 siti preferiti, non solo il suo blog. Ha materiale interessantissimo. Anyway, per saper scrivere non serve leggere molto (e alle volte non serve proprio neanche saper leggere). Non c’è una grande relazione tra scrivere e leggere, c’è chi è un grande lettore, e non penserà mai nemmeno di prendere in mano una penna. E comunque se si crede che il problema sia il lettore, è perchè non accetta il fatto di non saper comunicare adeguatamente, e fa un bel transfert
    ps: le poesie sono di chi scrive, visto che chi legge non potrà mai arrivare a capirle nella loro totalità.
    miiii come sto ponderando

  9. fuliggians ha detto:

    ps:
    si scrive : “scrivi VIRGOLA bestia!”
    😛

  10. hermotimus ha detto:

    Io sono anche più estremista: nessuno può sapere qual è l’interpretazione “giusta” di qualunque testo, nemmeno chi lo scrive. Umberto Eco diceva – più o meno – che chiunque scriva ha un lettore modello, e chiunque legge ha un autore modello, ma nessuno dei due corrisponde esattamente all’autore o al lettore empirico (quello vero). Io non posso scrivere senza pensare che qualcuno leggerà. Certo, da un lato sarebbe bello che tutti interpretassero il mio testo così come lo interpreto io, ma se poi fosse davvero così, che noia!

    (una volta due riviste mi hanno rifiutato lo stesso articolo, una perché non era abbastanza postmoderno, l’altra perché era troppo postmoderno. La terza rivista non me lo ha nemmeno fatto correggere. Ed era esattamente lo stesso articolo….)

  11. neru ha detto:

    BUCKY: come al solito ci vuole il ghostwriter! ma se sei tu quello?

    FULIGGI: non avrei mai pensato che potessi rispondere così ma non mi sembri sarcastico! dunque mi stai dicendo che, nonostante tu legga come un matto, non sai scrivere e che le poesie che mi hai dato da leggere sono solo tue e anche qualora io le volessi postare nessuno saprà i sentimenti che ti hanno mosso e dunque non sapranno mai chi sei? ma certo caro sappiamo che sei una, bestia!
    quando le leggo posso sentire quello che mi pare?

    un po’ di tempo fa hermotimus mi ha scritto un pezzo di una canzone bellissima che non ricordavo e in quel momento mi serviva proprio. l’altro giorno ho scritto lo stesso verso a willy, il contesto era completamente diverso ma mi sembrava giusta. le parole fuggono e si perdono nel vento, caro!

    HERMOTIMUS: sono assolutamente d’accordo. io però faccio anche il lettore di me stessa, nel senso che leggo sempre le cose che scrivo, a voce alta. quello che mi interessa spesso è il ritmo perché è un aspetto intimo che appartiene a tutti noi e che è più o meno uguale per tutti. questo non vuol dire che riesca a trovarlo, ma almeno ci provo.

    detto questo è bello che ognuno dica la sua quando il testo è ormai sulla carta e pubblicato!

    di solito quando scrivo i post, da quelli più intimi a quelli più sciocchi ma in ogni caso pensati, prima di schiacciare quel benedetto tasto “pubblica” faccio sempre un sospiro e dico vabbè vai. sto blog è proprio una palestra! 😉

  12. neru ha detto:

    hermotimus ci ho ripensato sulla storia del ritmo. credo che ognuno abbia il suo ma credo anche che il ritmo sia una cosa fondamentale in un testo -certo detto da una che ama virginia woolf forse non fa testo-. tuttavia credo che sia una cosa di pancia che appartiene a ciascuno.
    ecco…mi feci capire? 🙂

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