adesso lo sai

non sono più arrabbiata con te. da tempo ormai. ma questo lo sai. lo vedi da come ti parlo, da come ti rispondo.

c’è stato un tempo in cui ti ho dato la colpa di molte mie paure, di molte umiliazioni, di alcuni fallimenti. volevo che tu fossi forte. volevo potermi vantare. volevo un appoggio.

e invece mi hai insegnato che non dovevo contare su di te. sapevo che non ci saresti stato, che saresti scappato via una, mille volte, quando il gioco si sarebbe fatto duro. sei stato l’esempio di cosa non volevo. e ancora oggi so solo cosa non voglio e da cosa voglio e posso scappare. non sei stato un porto -chiuso nel tuo concetto di possesso- e io ho navigato alla ricerca di porti che potessero darmi viveri e riserve per l’inverno e per le traversate in mare aperto.

sei scappato dal dolore e hai voltato le spalle a chi ti chiedeva ciò che non hai nemmeno provato a scoprire se eri in grado di dare.

non volevi essere l’ultimo e sei stato retrocesso in un amore che va bene così se c’è. e tu che rivendicavi stima e amore per te, senza chiederti cosa sapevi dare di te stesso. e ora io non mi aspetto nulla, da nessuno della tua specie.

ma il mio cuore urla di desiderio.

non so più chi è la persona giusta su cui posare lo sguardo. non so riposarmi in un abbraccio, perchè non so come si fa. mi hai insegnato la libertà ma non come si fa ad essere liberi. mi hai insegnato la giustizia ma non come si fa ad essere giusti. mi hai sempre chiesto il perchè delle cose e non hai dato il perchè di te e della vita che mi hai mostrato.

sei stato una persona contro e ho capito che non volevo essere una donna contro.

non mi hai mai lasciato vincere per amore e non hai mai mentito per me, in nome di un’onestà intelletuale fredda e razionale.

io cerco quello che mi hai detto che non ha valore: l’imperfezione, l’errore, la semplicità. ho voglia di lasciarmi spogliare. cerco l’umiltà e due occhi che mi sappiano perdonare e accogliere. due braccia che mi sappiano alzare.

lo so che mi hai dato tanto e permesso tanto. che mi hai garantito sicurezze materiali e mi hai costretto ad essere forte. ma io ora sono sola e non so come fare a specchiarmi negli occhi di un uomo. non mi fido più e cerco solo chi sa scappare al primo soffio di vento. se tu fossi stato roccia… non so se sarebbe cambiato qualcosa per me. se tu mi avessi detto che mi avresti amato anche stupida, storpia e inutile. non lo so. ma tu non me l’hai mai detto.

invece oggi mi hai detto -a modo tuo- che sei orgoglioso di me. quanti anni ho aspettato di sentirtelo dire. oggi mi ha solo fatto piacere.

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3 pensieri su “adesso lo sai

  1. un giorno un poeta scrisse qualcosa di un po’ più sintetico:

    “Per mare e terra – ignudo – sono migrato in molti porti
    alla ricerca di un luogo sicuro che lambisse acque dolci,
    e che avesse gomene per tenere in secca un’anima senza chiglia.
    Ahimè, ne ho costruite tante di dimore! Coi balconi e lungo i fiumi
    in legno, in roccia, per le baie, tra gli aranceti e sui dirupi;
    ho provato a mettere nuove foglie sui rami più longevi
    per adornare il mio nido, ma a cosa serve un rifugio
    se è vuoto? Se dal camino esce fumo, ma non c’è il fuoco?”

  2. allora mettiamo i puntini sulle i:
    1. vorresti dirmi che sono logorroica??? nooo adesso anche tu come cipi… sigh! tutti pronti per il matrimonio, eh? ;D
    2. per quanto cerchiamo di vestirci siamo sempre nudi
    3. mii ma quanti amici poeti ho? senti non è che mi permetti di postare qualche tua poesia? una di quelle che confondo per gaber? eheheh
    4. già a cosa serve? per ora mi accontenterei di braci e ci soffierei su, fino a non avere più fiato

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