colorblind

mitile ignoto ha un cugino daltonico.

il daltonismo non permette di vedere il rosso e il verde. non ho mai capito bene questa cosa perchè il verde non è un colore primario e dunque io pensavo che un daltonico non vedesse il rosso, il giallo, il blu e loro composti. poi ho scoperto che il verde è un colore additivo, cioè un colore luce primario, utilizzato nell’illuminazione, nei computer e nella televisione. continuo a non capirci nulla. ma tant’è.

anche mio cognato, pipetta blue, è daltonico. lui è un tipo determinato e malinconico e io con la mia fantasia da quattro soldi ho sempre pensato che il daltonismo avesse dato man forte al suo carattere. può essere, ma adesso non voglio scrivere di lui. perchè voglio parlare del cugino di mitile ignoto.

la cosa che mi affascina è che il cugino ha un colorificio e ci lavora.

se vai da lui e gli chiedi una tonalità particolare, te la fa e trova proprio il tipo di colore che stavi cercando. insomma lui non vede i colori come li vediamo noi, ma se gli chiediamo un colore bizzarro, non so, un verde militare con una punta di arancio che tende al luninoso, per dire, è in grado di creare quella cosa lì.

praticamente, vede al di là di quello che sembra e che appare. fico!

è così che mi piacerebbe vedere.

posto questa versione video di colorblind dei counting crows perchè:

avrei postato volentieri la cover di natalie walker ma poi mi sarei commossa troppo o sarei andata in derpressione, non so; una versione ufficiale della canzone non c’è; volevo imparare a inserire i video e dopo questo direi che sono capace -adesso mi mancano solo le foto, i file mp3 e altre ottocentomila cose…-; nel video -tratto da city of angels- mi piace quel modo di meg rayan di sentirsi libera e mi piace la passione e l’intensità che si pecepisce, perchè spesso è l’intensità che conta, e -parlando di colori- la saturazione.

Annunci

3 pensieri su “colorblind

  1. sì lo so ^^
    ci avevo anche pensato ma poi mi sono detta: quel gran…simpaticone, manco mi commenta…dunque!
    grazie graziee caro.
    dai diciamolo a tutti che in macchina mettiamo la musichella a tutto volume e cantiamo cantiamo. ma io sono più brava, eh! 😉

  2. “18, 19, 20, 21, Oceano mare, matita su carta, cm 12 x 12
    Coll. Bartleboom
    Descrizione.
    Serie di quattro schizzi all’apparenza assolutamente identici. Una semplice linea orizzontale li attraversa da sinistra a destra (ma anche da destra a sinistra, volendo) più o meno a mezza altezza. Plasson affermava trattarsi, in realtà, di quattro immagini profondamente differenti. Disse testualmente:
    “Sono quattro immagini profondamente differenti”. La mia personalissima
    impressione e che rappresentino lo stesso scorcio in quattro differenti momenti successivi della giornata. Quando manifestai questa mia opinione all’autore, egli ebbe modo di rispondermi, testualmente: “Dite?”.”

    Lo so, non ti piace Baricco, nè ti piace questo libro. Ma per non citare il Piccolo Principe come al solito, ti dico che ad un artista non serve avere buona vista, chè tanto non è con gli occhi che vede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...