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impressioni di un viaggio

e tu scrivimi se ti viene la voglia

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My Unkymood Punkymood (Unkymoods)

sveglia twittare!

fotine della neru su Flickr

c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

la partenza. che le partenze si vedono dal mattino.

tre gennaio sette della mattina. drinnn. penso: che palle la sveglia. mi giro dall’altra parte. sono capacissima di spegnerla anche col pensiero.

tre gennaio otto della mattina. apro gli occhi e penso: cazzo tra poco ho un treno. e chissenefrega. sì ma ho la prenotazione. occhei occhei ora mi muovo. scendo dal letto ma con calma che non vorrei avere dei traumi di prima mattina. doccia, colazione, pulizie – odio tornare a casa e trovare un porcile, sì avrei potuto farle il giorno prima, avrei potuto ma…- già che ci sono guardo le mail, e -per omaggiare il mio amico CiPi- mi asciugo i capelli.

suona il cellulare. ecco… non sempre rispondo.

che fare ora? mi vesto, mi restauro, mi guardo in giro, mi guardo allo specchio sia mai che abbia preso finalmente le sembianze della divina garbo, chiudo la valigia, porto giù la spazzatura -roba da uomini penso- e mi accorgo che: sono in un clamoroso ritardo -ok, no panic no panic- e to’ nevica. però, che bella la neve. neveeee? ma io non arriverò mai in stazione. porcamiseria porcamiseria.

e corro corro e non mi fermo. adoro la mia valigia, la adoro per le sue rotelle, volano con me. questa volta mi è andata bene: ematomi alla caviglia di una tipa che ha imprecato fra sé e sé e non contro di me -evvai-, uno spintone dato, uno scontro frontale evitato, dribbling che nemmeno pelé. così volando prendo il treno. a milano nevica, a roma c’è il sole. here comes the sun.

fuori e dentro le stazioni.

mi piacciono le stazioni perchè sono piene di vita altrui, cioè non pensi più alla tua, presa come sei a osservare gli altri e i tabelloni di arrivi e partenze.

stazione termini arrivo. esco e i miei occhi incrociano quelli di silvio orlando. oh, gesù mi sta guardando! che faccio? gli dico che è uno degli attori più bravi nel panorama italiano e che mi piace un sacco -artisticamente parlando-? potrei. ma anche no. e infatti non lo faccio e vado per la mia strada che è una bella strada. beh, però me lo figuravo più bruttino, dal vivo è anche meglio.

stazione termini partenza. ecco, il 4 gennaio c’era un tramonto che ve lo raccomando. e mi incantava. sì lo so ero di nuovo in ritardo ma mi sono detta: non perdo mai un treno. ok, diciamo che non perdevo. di nuovo di corsa e trafelata me lo sono visto partire sotto gli occhi e un tizio mi ha urlato: che corri, non vedi che è partito? sgrunf! ero sudata sudatissima, un ragazzo di bari si è avvicinato e mi ha chiesto soldi per il biglietto del treno. l’ho guardato e gli ho detto che non riuscivo nemmeno a respirare, figurarsi se riuscivo a trovare delle monete da dargli. mi ha guardato anche lui, e mi ha risposto: ma stai bene? ti prendo una bottiglia di acqua alla macchinetta. e io: ma se mi stai chiedendo soldi? e lui: e dai vabbè per un euro mica muoio. amico, che sia un nuovo anno anche per te!

stazione di padova arrivo. scendere alla stazione di padova alle dieci di sera non è bellissimo soprattutto se devi starci per un po’ in attesa. ma se hai un languorino, c’è un bar ancora aperto che consiglio caldamente. infatti se chiedete una cioccolata calda e la barista con sguardo sofferente -perchè ha appena finito di lavare tutti i bricchi- ve ne fa una così così poi, non so per quale motivo, si sentirà in colpa e riempirà la vostra tazza con montagne di buonissima panna montata gratis. uno spettacolo!

stazione di padova partenza. ecco, niente di particolare… a parte il fatto… vabbè è un’altra storia.

roma e le sue vie.

ho due vie da ricordare del soggiorno romano.

la prima è la via dove ho abitato, beh abitato si fa per dire. diciamo che ci ho dormito. via nazionale. di questa, voglio ricordare la casa all’ultimo piano un po’ ballerina con il balcone da mozzafiato che pare abbia affitato un tramonto in tecnicolor, ma ancor di più il bagno. sì perchè a un certo punto ho temuto che avrei passato la mia vacanza lì e invece ho scoperto che bastava non andare da melbookstore. cioè appena entravo in quella libreria dovevo correre a casa. davvero non so come mai, che vi devo dire? ma ugualmente sono riuscita a prendere un libro perchè per me vale la regola: città che vai libro che prendi.

e ora rullo di tamburi. nella top list delle mie vie preferite metto: via degli zingari. lì ci sono due posti very cool che voglio segnalare. il primo è kaja, sta al numero 62. è un negozietto dove ho comprato i miei fichissimi stivaletti rossi. il proprietario è ormai diventato mio amico e devo tornare a trovarlo. il secondo è dom al numero 49. è una champagneria, non chiedetemi cosa voglia dire. non lo so ma il proprietario, anche lui ormai mio amico e mio angelo personale, mi ha dato un bigliettino dove c’è scritto: bollicine in libreria. fate vobis.

roma milano e la sicilianità.

ora va bene tutto ma a volte il destino ti parla. avete presente quando nei quiz -non so in quali ma io me lo ricordo benissimo- ci sono quelle sedie tipo trono e delle frecce luminose e scintillanti che indicano la sua direzione? ecco a volte il destino ti parla così. e tu che fai? boh, io dico occhei occhei.

allora. senza arte ne parte arrivo a roma e sto a casa del siculo. faccio la prima passeggiata, alzo la testa e leggo via milano, giro l’angolo e leggo: via palermo. il mattino dopo faccio colazione e voglio cambiare giro. l’unco bar che mi ispira sta in via palermo. salgo sul treno per padova e davati a me c’è un tizio siciliano -accento inconfondibile-. in stazione a padova mi annunciano il treno per catania. lo noto perchè mi dico: ma c’è un treno che da catania va a venezia? miseria che viaggio! sul vagone nel posto davanti al mio si siede una tipa siciliana. appena salita ha una faccia che sembra un grugno poi scende e mi saluta con un sorrisone -e ci credo le avevo risolto il problema delle valige e anche alla ragazza romana salita a padova-. ecco a volte penso che abbia ragione un certo qualcuno anche se mi fa arrabbiare: ho una predisposizione al comando e alla decisione. ma miseria ladra io ero lì bella tranquilla a leggere il mio libro e queste erano in preda al panico da “dove cavolo metto la mia valigia qualcuno mi aiuti”. allora ho chiuso il mio libro, le ho guardate e ho detto: lei faccia così, lei la metta lì, lei la sposti di qui. oh, mi hanno ascoltato tutti e in meno di tre minuti era tutto a posto. perfetto. ho sorriso, ho riaperto il mio libro e mi sono messa di nuovo a leggere in santa pace. cosa avrei dovuto fare? farmi frantumare le scatole per altri venti minuti?-

bene dov’ero? ah, sì. scendo a milano e accanto c’è il treno per siracusa. una sicula mi urta e mi chiede scusa. la guardo e penso: ok destino, ho capito, quest’anno vado in vacanza in sicilia, promesso!

UPDATE: oggi 14 gennaio, scarpa gucciata ha detto che i miei fantastici stivaletti rossi non si possono vedere, altri mi hanno chiesto quando inizia lo spettacolo e mi hanno allungato tre mandarini per testare le mie capacità! ma non sono bellissimi?

i miei stivaletti alla judy garland

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4 commenti

  1. conni& ha detto:

    Stavo scegliendo dove piazzare il mio unico commento su questo blogghe. Lo piazzo qua (e poi basta).

    Riguardo a questo post sulle tue “visioni” devi sapere che mi ha scritto un sms quella lenza di tua nonna che recita testuale: “mia nipote vede sempre quello che VUOLE vedere”.
    Cioè come tutti, ho pensato.

    Per il resto mi piacciono molto i colori e l’impaginazione (ma c’ho il sospetto che la farina qua arrivi da qualche altro sacco), lo storico dei commenti secondo me va snellito, e poi sento la mancanza della lettura dei commenti col pop-up.

    Buona fortuna blogghera che non sei altro 😉 penso che sei partita comunque bene.

    Conni&

    -disconnesso-

  2. neru ha detto:

    e infatti sei il solito stronzo caro mio! e il bello è che lo so che sarà davvero l’unico commento. mannaggia a te!
    poi: ma se sei il mio mentore in fatto di capacità di vedere solo quello che si vuole vedere! …nooo? sei solo invidioso perchè non sei siciliano, ma guarda che resti meridionale lo stesso!!! ahahah.

    passando a cose serie. qui mancano un sacco di cose e non ultime quelle che hai detto! mi sento dispersa come alice ma nel mondo di amelie! ed è fichissimo! io pigio pigio bottoncini che non so dove mi portano…prima o poi da qualche parte arriverò ecchec!

    ciccio se hai qualche consiglio o qualche illuminata conoscenza non fare il pirla e famme sapè! grassie! 😉

  3. Elis ha detto:

    beh, domenica pomeriggio di sole e sono sola e occupata. Ma alla prossima utile ti giuro che andrò dove dici tu, a scoprire Roma con gli occhi di una Milanese, che figo che fa…

  4. neru ha detto:

    anche qui è una bellissima giornata e un po’ me la sono goduta. ora me la sto godendo ugualmente! …elis mi fai morire!
    adesso mi organizzo e vengo a trovarti.

    p.s. qui c starebbe bene l’ottavo segreto… eheheh!

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