cose che non si dimenticano

holy mary è una donna buona.

è una di quelle persone che vorresti accanto quando sei disperato, quando sei in una corsia di ospedale, quando devi dire un segreto segretissimo a qualcuno o scoppi, quando vuoi che un essere umano ti ascolti davvero, quando hai bisogno di una presenza.

holy mary è una madre che non ha avuto figli per coerenza a una scelta d’amore.

in un periodo della mia vita, quando ero bambina e mi sentivo abbandonata e disperata mi ha fatto da mamma. mi ha consolato e ha fatto mille scale tenendomi in braccio.

lei mi ha insegnato il perdono e l’attesa, mi ha insegnato a osservare le orme sulla sabbia che ora ci sono e poi non ci sono più, mi ha insegnato a non camminare con i piedi piatti e a camminare a piedi nudi sull’erba, sulla terra bagnata, sull’asfalto rovente. mi ha visto tagliarmi una gamba con il parafango arrugginito di una biciletta, lei mi ha guardato, ha sorriso, mi ha preso per mano e mi ha accompagnato a piedi all’ospedale per farmi fare l’antitetanica ché non si sa mai.

mi ha permesso di mangiare la nutella con le dita e mi ha spiegato come è importante mantenere una promessa.

holy mary, in quel periodo e anche dopo, mi ha viziato all’inverosimile e ancora oggi sono sicura che se le dicessi quanto mi piacerebbe quella stella nel cielo, salirebbe su uno shuttle e andrebbe a prendermela.

holy mary tanti anni fa ha sposato l’edificatore poco coatto, un uomo che non c’entra niente con lei per comportamento e inclinazione. a volte mi domando come hanno fatto a scegliersi. a volte litigano, com’è normale, ma l’altro giorno dopo averli sentiti discutere ho guardato in faccia l’edificatore poco coatto e aveva ancora lo sguardo di un adolescente innamorato. e dire che ha passato più di quarant’anni con la stessa donna. ero incantata al vederli e ho pensato a quanto sarebbe bello se un uomo mi guardasse così.

holy mary è una persona stimata e conosciuta ma io so che in fondo è una persona sola.

sta invecchando e si prende cura della patriarca che ha una memoria birichina. quando holy mary le ha chiesto: chi sono? la patriarca le ha detto: beh, sarai mia figlia visto che mi chiami mamma!

holy mary è una persona che dà e non chiede mai niente in cambio e infatti poco le torna indietro soprattutto da me. non mi ha mai chiesto niente e non ha mai preteso niente. l’altro giorno le ho detto che non è possiblile ricambiarla per tutto quello che fa e mi ha risposto che non importa perchè l’amore viaggia.

l’amore non è solo a doppio senso e forse raramente lo è davvero. viaggia per vallate, si scontra e inciampa in altre vite e poi ritorna magari non come lo volevamo noi. ma se ci guardiamo indietro scopriamo che è ritornato mille volte, magari da chi non credevamo ne fosse capace, magari da chi non ci saremmo mai aspettati. questo mi ha detto nel suo settantesimo compleanno. mi ha detto che ognuno ha il suo modo di dire che vuole bene e se guardi dritto negli occhi una persona, lo sai se te ne vuole.

l’altra sera abbiamo aspettato la mezzanotte da sole in cucina a sfornare torte e anche se avevamo un sonno pazzesco abbiamo resistito perchè volevo essere la prima a farle gli auguri. quando è stato il momento abbiamo smesso di parlare e ci siamo abbracciate forte. non servivano più parole.

auguri zia. spero di invecchiare come te che non invecchi mai. e spero di essere capace di prendermi cura di te quando ne avrai bisogno come tu hai fatto con me.

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