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ma femminismo è il contrario di maschilismo?

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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ieri sera sono andata al cinema a vedere un un thriller. una prostituta dà alla luce una bambina e poi muore; la levatrice che assiste al parto rimane coinvolta in un mondo molto vicino all’apocalisse.

non voglio spoilerare ma quello che importa ora è che la prostituta in realtà è una bambina di 14 anni – in fuga dalla miseria del suo villaggio e senza famiglia – rimasta incinta perchè struprata da un vecchio. tutto nel film gioca fra realtà e apparenza, fra ciò che è sentito e ciò che è detto. è un film di soprusi e amore.

dopo un film così, io e i miei tre amici – CiPi, conni& e giò borso – siamo andati ad aumentare il nostro tasso alcolico e a diminuire la nostra fame. sarà stato il film, sarà stato che si è aggiunto un altro uomo alla compagnia – e così ero in netta minoranza -, alla fine abbiamo finito per parlare di ruoli, di soprusi dei ruoli e di femminismo. ma di quale femminismo stavamo parlando? ancora ancorati agli anni ’70? e poi perchè? e perchè gli uomini si sentono inadeguati? perchè pensano che abbiamo noi donne il bandolo della matassa? che è, una richiesta di aiuto?

e cosa c’entra la lotta per i diritti, per la giustizia e la dignità con il rapporto fra due persone? perchè confondiamo i soprusi?

ho due immagini:

  • io a 23 anni di notte da sola mentre guido la macchina per tornare a casa dopo una bella serata con gli amici. penso a quanto sono fortunata, solo cinquantanni prima non avrei potuto permettermelo. e dentro di me ringrazio tutte le donne combattive che me l’hanno permesso, femministe e non.
  • io prima abbracciata a un uomo che amo e – cambio scena – io davanti a un uomo che stimo. quegli uomini mi dicono: non farmi male. e io che penso: ma se non farei male a una mosca? ma ho capito cosa vogliono dire e sorrido e sento la mia voce dire no. io donna non farò male a te uomo. entrambi quegli uomini anni più tardi mi feriranno e io lì a ricucire. a volte penso che gli uomini sono figli per le donne. siamo fatte per accogliere e per tessere la trama delle maglie, comunque.

e il mio ruolo? donna e?

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1 commento

  1. Elis ha detto:

    Donna. E basta. Già è difficile così.
    Che tanto dici donna dici madre dici figlia dici amante dici amica.
    Quello è. Il fatto è che spesso ti ritrovi ad essere la madre, la figlia, l’amante e l’amica di qualsiasi uomo significativo passi nella tua vita. E tutto si incasina. Si chiama ‘conflitto di ruolo’ e si risolve rispettando la gerarchia di questi. Dicono i sociologi. Io lo dico un po’ meno.
    Siamo fatte così e non possiamo farci niente. E gli uomini a volte ci marciano sopra, cercando di toccare una di queste corde. Almeno finchè noi non tocchiamo le loro. E allora ti chiedono di far del loro male.
    E tu che no, mai, lo vorresti.
    Ma la paura è grande, troppo spesso. e la maggior difesa è l’attacco.

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