posarsi sul vuoto

leggevo poco fa il commento di elis che mi raccontava della GattaMarcella e dei suoi piccoli difettucci.

ora se ne sta buona buona -la gatta non elis- a fissare il vuoto pensosa, proprio come te, mi ha scritto. e mi sono ricordata una frase che ieri ho riletto. parla di un camaleonte e del vuoto. è di alejandro jodorowsky, un tipo assurdo con una vita assurda, che ha fatto delle cose assurde. insomma, si capisce che mi ha colpito. bene, lascio qui questa frase, la butto lì nel vuoto. fatene quello che volete. io pure.

tutto triste, il camaleonte si rese conto che, per conoscere il suo vero colore, doveva posarsi sul vuoto.

10 Risposte to this post.

  1. Posted by betta on 6 Agosto 2008 at 23:06

    certo che è rischioso…speriamo che il camaleonte abbia trovato il coraggio!!! ;-)

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  2. …e quindi scelse di posarsi su ciò che gli regalava il colore più bello.

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  3. Al camaleonte ci pensa Jung.

    Jung: Bene signor Camaleonte, non pensi a niente ora. Liberi la sua mente. Ci è riuscito?
    Camaleonte: …
    J.: Prendiamolo per un sì. Lei mantenga la mente sgombra. Io ora le porrò delle semplici domande, ma è necessario che risponda ancor prima di pensare, non voglio che cambi idea. Mi deve dire la prima cosa che ha pensato. E’ fon-da-men-ta-le. Capisce?
    C.: Capisco.
    J.: Ok, signor Camaleonte, mi dica un colore.
    C.: (colore che il camaleonte ha pensato)
    J.: Mi descriva quel colore con tre aggettivi, per favore. Ricordi di dire i primi tre che le vengono, non importa che siano banali ripetitivi o apparentemente insensati.
    C.: (aggettivi)
    J.: Bene, ora un animale e i suoi tre aggettivi.
    C.: (animale che ha detto il camaleonte), (aggettivi).
    J.: Perfetto, ora un tipo di bacino d’acqua e altri tre aggettivi.
    C.: (dalla pozzanghera all’oceano), (aggettivi).
    J.: Questa è l’ultima domanda, signor Camaleonte, sta andando benissimo. Ora si immagini di trovarsi in una stanza vuota e completamente bianca. Come si sente? me lo descriva con gli ultimi tre aggettivi.
    C.: (aggettivi).

    Per conoscere la codifica, riempire gli spazi tra parentesi.
    E dite al camaleonte di non preoccuparsi, ognuno ha un suo vero colore che non ha a che fare con la pelle. Che stia attento sul vuoto che se poi cade, non la finisce più diprecipitare finchè non trova qualcosa, foss’anche un clinamen.

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  4. betta: già forse ci vuole coraggio. a volte un po’ di incoscienza anche. in ogni caso ci vuole una sola parola, oplà!
    secondo te di quale vuoto parla? quello occidentale -che nega tutto, nichilista- o quello orientale – che è la condizione della pienezza, è cioè massimamente pieno-? ognuno di questi vuoti per me ha un valore e in fondo si somigliano. si toccano alla fine di una strada in collina che porta lontano mentre attraversi campi di girasoli… un po’ così.
    ehhmmm, mi faccio capire? :D sìsì betta è il caldo!

    sammy: sarebbe bello.
    per te ho due domande. il camaleonte è triste prima o mentre salta? o dopo la scelta?
    poi non si snatura a trovare il colore più bello? fa parte dell’evoluzione? non è una felicità cambiare colore? l’incoerenza della coerenza?
    ok, basta.

    elis: chapeau! bellissimo. lo voglio postare sto seguito. ti invio email per ragguagli.
    interessante la conclusione alla lucrezio. però spiega cosa vuol dire clinamen e cosa intendi dire! che ci facciamo un più colti oggi o più “soddisfattamente curiosi”! :D
    allora il tuo vuoto è occidentale?

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  5. Posted by betta on 7 Agosto 2008 at 14:13

    credo di entrambi sai…una volta mi hanno detto “per costruire è necessario che prima impari a distruggere…”…negare tutto…per poi trovare dove davvero sta la pienezza…il vuoto per conoscere se stessi…cerdo sia un po’ questo no?
    Si Si…che belli i girasoli…
    Un bacione e buone vacanze…io me ne vado ad Istanbul….abbiamo scelto il periodo giusto eh???? ;-)

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  6. credo anch’io.
    buone vacanze allora. che bella istambul. salutamela, eh! e divertiti un sacco e una sporta -il sacchetto di emergenza!- ;)
    sì sì il periodo è giusto. è sempre giusto…basta che chiami.
    …e noi si risponde…

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  7. il camaleonte è felice appena ha spiccato il salto, poco dopo però si accorge che il vuoto non esiste. Cambiando vorticosamente i colori inizia a preoccuparsi dell’atterraggio.
    cercare non snatura l’uomo benché il “colore” gli serva per rendersi più evidente, il camaleonte il colore lo usa per scomparire dai predatori. Che casino ;)

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  8. l’atterraggio preoccupa. ma se ti ricordi della gravità e se prima hai volato davvero… bè vale la pena provare.
    è che quando spicchi il volo stai in un modo quando atterri in un altro. è meglio non far durare più a lungo ciò che ha un tempo preciso.
    tutto come “il dolore merita infinito rispetto, tempo preciso e musica che l’accompagni”. il virgolettato è di benni.
    il colore serve per tante cose…mimetizzarsi o emergere. se tutti emergono si mimetizzano in fondo…
    boh casino sì, stanchezza pure! ;)

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  9. (musichetta alla Super Quark)
    Risale alla fisica epicurea il concetto di Clinamen, che Lucrezio, nel suo De Rerum Natura (II, 216-219), spiega come quell’impercettibile movimento dettato dal caso che gli atomi fanno nella loro perenne caduta attraverso il vuoto, che li fa scontrare e dunque generare materia, comprese animali e persone. Ovvero siamo delle accozzaglie di particelle che cadendo sono inciampate e si sono ammassate l’una sull’altra. Se anche una sola di esse fosse caduta poco prima o poco dopo, non saremmo affatto quello che siamo, ma magari un tavolo o LaGattaMarcella, che però è splendida.

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  10. splendida ;)

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