ossimorica per l’allegria di naufragi
prima l’istinto e poi la ragione. ho sempre pensato questo di me. sempre insieme, sempre nell’ordine. due facce gemelle della stessa moneta.
poi ho preso in mano quel soldo di cacio. ho pensato di gettarlo in aria, come si fa con le parole. ho trovato il significato e mi sono soffermata sul significante, poi l’ho cancellato.
il fatto è che non sono virtuale. nessuno lo è. non siamo binari. i treni li vediamo passare, magari ci portano da qualche parte. e se il senso dell’andare e del restare è il viaggio, mi pare che viaggiamo dentro a un crocevia.
sono circolare. per tornare a bomba? forse ma mai la stessa. la bomba esplode? non esplode? non importa. istinto, ragione, istinto, ragione e ancora istinto. l’una mi spiega l’altra. ché senza l’una e l’altra sono sola, sono triste. sono colei che non sono. sono monca e terribile.




mi dai la tua email? devo mandarti il copione
cioè vuoi dire che dopo questo post, hai cambiato il copione?
mi vuoi dare la parte della pazza? ahahah!
…in effetti non ho capito!…vuoi anche il mio cell? ops che sciocca disse portandosi la mano alla bocca mentre si stava voltando, li hai entrambi…
anche i binari del virtuale portano da qualche parte, occorre solo decidere se si è passeggeri o bagagli.
…o controllori, o macchinisti, o facchini, o baristi, o…
cmq anche i passeggeri sono portati come i bagagli, solo che i bagagli seguono i passeggeri tranne quando sono rubati o appartengono a passeggeri distratti
il passeggero sceglie il viaggio il bagaglio no, a meno che tu non abbia preso alla stazione la valigia sbagliata di proprietà di un tale che andava a sciare invece che al mare. in quel caso ti conviene andare verso Cortina e non Rimini. Mi sa che ho deragliato con la metafora…
no. direi che sei in balia…di cosa? caos o destino?